"Dammi i soldi o uccido i tuoi familiari", bullismo estremo diventa estorsione: chiesta condanna

Il pm propone una pena di tre anni e sei mesi di reclusione per il ventottenne Dario Marchese Ragona

Bullismo estremo che diventa estorsione. Nel mirino di un ragazzo sarebbero finiti due studenti di buona famiglia, appena maggiorenni e figli di professionisti affermati. “Dammi i soldi o ti mando gente a casa a farti del male”. Queste e altre minacce simili che avrebbero convinto le due giovanissime vittime a pagare alcune centinaia di euro, senza raccontare nulla ai genitori salvo poi, dopo alcune settimane, presentare denuncia. Il pubblico ministero Emiliana Busto, questa mattina, a conclusione della requisitoria, ha chiesto la condanna a tre anni e sei mesi di reclusione per le accuse di estorsione e tentata estorsione nei confronti di Dario Marchese Ragona, 28 anni, di Canicattì. I fatti contestati si riferiscono al periodo compreso fra il dicembre del 2012 e il gennaio successivo.

Marchese Ragona, difeso dall’avvocato Angela Porcello, avrebbe minacciato due fratelli, figli di un noto medico, a consegnargli dei soldi. Il giovane avrebbe chiesto delle somme variabili fra i 50 e i 400 euro minacciando di morte il ragazzino che sarebbe diventato il suo peggior nemico e che “gli avrebbe mandato gente a fargli del male”. Il giovane, impaurito, gli avrebbe quindi consegnato, in tre distinte occasioni, 50 euro, 100 euro e 200 euro che aveva chiesto ai genitori.

Dopo le prime consegne di denaro avrebbe iniziato a minacciare il fratello con modalità simili. La richiesta di denaro sarebbe stata di 100 euro e le minacce sarebbero state estese alla famiglia. I due giovani sarebbero stati avvicinati per strada, nei pressi della scuola o in alcuni locali pubblici, e pesantemente intimoriti dal “bullo”. “Dammi 100 euro, altrimenti faccio del male a te, tuo fratello e qualcuno della tua famiglia”.

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I giudici della prima sezione penale, presieduta da Alfonso Malato, hanno rinviato l’udienza al 30 gennaio per emettere la sentenza. 

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