Cronaca

Spaccio di droga fra Canicattì e i centri vicini, ultime arringhe prima del verdetto

Il pm, all'udienza precedente, aveva chiesto 2 sole condanne e 18 assoluzioni. La difesa: "Processo indiziario, non c'è prova di tutti gli episodi di cessione"

foto archivio

"Non c'è alcuna prova degli episodi di spaccio, gli accertamenti dei carabinieri e le risultanze del dibattimento non hanno elevato il sospetto al rango di prova".

Un'intera udienza dedicata alle arringhe difensive dei venti imputati del processo scaturito dall'inchiesta denominata “Brothers”, che ha sgominato un vasto giro di droga a Canicattì ma anche in altri centri limitrofi. All'udienza precedente il pubblico ministero Manuela Sajeva ha chiesto due sole condanne, per altri 18 è stata proposta l'assoluzione.

Sul banco degli imputati siedono in venti: Diego Cutaia, 37 anni, di Canicattì; Salvatore Napoli, 35 anni, di Canicattì; Filippo Cutaia, 31 anni, di Canicattì; Angelo Ripellino, 34 anni, di Licata; Gioachino Amato, 40 anni, di Canicattì; Giuseppe Li Calzi, 72 anni, di Canicattì; Salvatore Taibbi, 42 anni, di Canicattì; Nicolò Lentini, 30 anni, di Canicattì; Renato Marchese, 43 anni, di San Cataldo; Gioacchino Stassi, 51 anni, di Palermo; Luca Giordano, 31 anni, di Canicattì; Giuseppe Cutaia, 29 anni, di Canicattì; Mirko Messina, 30 anni, di Caltanissetta; Giuseppe Spampinato, 38 anni, di Canicattì; Gioachino Cigna, 28 anni, di Canicattì; Diego Cigna, 21 anni, di Canicattì; Danilo Tropia, 29 anni, di Canicattì; Gioachino Montesanto, 38 anni, di Canicattì; Giuseppe Cuscio, 46 anni, di Canicattì; Antonio Giardina, 50 anni, di Canicattì; e Vincenzo Amato, 67 anni, di Canicattì.

Il pm ha chiesto la condanna a 2 anni e 6 mesi di Diego Cutaia; 2 anni per Diego Cigna a 2 anni ma non per tutti i capi di accusa. L’indagine ha riguardato il periodo compreso fra l’aprile del 2012 e il maggio dell’anno successivo. Sono trentotto gli episodi di cessione di droga contestati. Il gruppo avrebbe smerciato stupefacenti di ogni tipo: eroina, cocaina, hashish, marijuana e persino metadone.

I difensori (fanno parte del collegio, fra gli altri, gli avvocati Calogero Lo Giudice, Giovanni Salvaggio, Calogero Meli, Diego Giarratana, Tatiana Pletto, Giuseppe Barba, Paolo Ingrao e Viviana Termini) hanno illustrato la loro arringa sostenendo che non vi è alcuna prova, come illustrato nella quasi totalità dei casi anche dal pm, degli episodi di cessione.

L’inchiesta è stata soprannominata “Brothers” per sottolineare la particolare armonia che caratterizzava la rete di presunti spacciatori. Dopo le conclusioni dei difensori, il giudice Manfredi Coffari ha rinviato il processo al 15 luglio per le eventuali repliche e la sentenza. 

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