Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca Canicattì

Spaccio di droga, la maxi inchiesta "Brothers": la Procura vuole sentire confidente

Ventuno gli imputati, il pm chiede di interrogare un 34enne che dopo l'arresto aveva delineato uno spaccato del mercato degli stupefacenti

Il pubblico ministero vuole sentire un trentaquattrenne di Racalmuto che, dopo essere stato arrestato, nel 2012, con l'accusa di spaccio di droga, decise di collaborare con gli inquirenti dando uno spaccato del mercato degli stupefacenti della zona.

Il giudice Manfredi Coffari ha dato il via libera ma di Gaetano Puma - che ha patteggiato un anno e otto mesi dopo essere stato fermato insieme a un amico in auto e avere cercato di gettare un involucro con 50 grammi di hashish - non c'è traccia perché non risiede più in Italia. Un nuovo tentativo sarà fatto all'udienza del 14 settembre.

Il processo è quello scaturito dall'inchiesta denominata “Brothers”, che ha sgominato un vasto traffico di droga a Canicattì ma anche in altri centri limitrofi. Sul banco degli imputati siedono in ventuno.

Sono trentotto gli episodi di cessione di droga contestati. Il gruppo avrebbe smerciato stupefacenti di ogni tipo: eroina, cocaina, hashish, marijuana e persino metadone. L’inchiesta è stata soprannominata “Brothers” per sottolineare la particolare armonia che caratterizzava la rete di presunti spacciatori. Puma è l'ultimo testimone del pm. Dopo la sua audizione si passerà a quella dei testi della difesa (fanno parte del collegio, fra gli altri, gli avvocati Calogero Lo Giudice, Giovanni Salvaggio, Paolo Ingrao e Viviana Termini).

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