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"Abbiamo pedinato gli indagati fino a Palermo e li abbiamo fermati con la droga", carabiniere racconta indagine

Appuntato rivela i dettagli dell'inchiesta "Brothers" che ha fatto finire a processo ventuno persone

“Abbiamo seguito l’auto di Diego Cutaia e Gioacchino Stassi da Canicattì e Palermo, lì si sono riforniti di droga e al ritorno li abbiamo fermati. Nel marsupio di Cutaia c’erano sei grammi di eroina e un bilancino di precisione, lo portava sempre con sé per evitare che i suoi fornitori lo prendessero in giro”.

L’appuntato dei carabinieri Orazio Papia, all’epoca dei fatti, il 27 giugno del 2012, in servizio alla Compagnia di Canicattì, ricostruisce in aula le indagini che hanno portato all’operazione antidroga “Brothers”, che ha sgominato un vasto traffico di droga a Canicattì e in altri centri limitrofi. Il carabiniere, rispondendo al pubblico ministero Manuela Sajeva e ai difensori degli imputati (nel collegio, fra gli altri, gli avvocati Tatiana Pletto, Viviana Termini, Paolo Ingrao, Giuseppe Riso e Calogero Lo Giudice), ha ricostruito alcuni pedinamenti che hanno portato al sequestro della droga e ad allargare l’indagine. “Cutaia e Stassi – ha aggiunto – sono andati a Bonagia a rifornirsi di droga, lì le strade sono strette e abbiamo dovuto mollare la presa. Abbiamo aspettato sul viale Regione siciliana e abbiamo ripreso il pedinamento da Palermo a Canicattì. Poi siamo intervenuti”. Sul banco degli imputati, davanti al giudice Manfredi Coffari, siedono in ventuno.

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