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Foto archivio

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Sequestrato e massacrato perchè voleva collaborare con la polizia? Assolto 53enne

Dodici anni dopo i fatti, un imputato viene prosciolto dall'accusa di avere pestato il complice

Assoluzione dalle accuse di sequestro di persona, tentata violenza privata e lesioni aggravate. Il giudice monocratico Giuseppe Zampino ha scagionato nel merito, nonostante due dei tre reati fossero ampiamente prescritti, risalendo al lontano 2008, il marocchino Mohammed Rhadir, 53 anni, accusato di avere sequestrato e picchiato un connazionale per obbligarlo a non riferire alla polizia dell'esistenza di una banda di ladri, di cui entrambi facevano parte. L'episodio sarebbe avvenuto a Canicattì il 31 gennaio del 2008.

Il procedimento a carico del cinquantenne, che è stato difeso dall'avvocato Giuseppina De Luca, scaturiva da un'inchiesta più ampia che portò, dodici anni fa, a numerosi arresti nell'ambito di un'indagine che ipotizzava l'esistenza di un'associazione a delinquere che si occupava di furti di pannelli solari e operava a Caltanissetta.

Rhadir, insieme al fratello che è stato giudicato a parte, avrebbe sequestrato un complice che voleva riferire tutto alla polizia. L'uomo sarebbe stato sequestrato e picchiato brutalmente tanto da riportare delle fratture al volto e al setto nasale.

La difesa, però, ha sostenuto che non vi fosse alcuna prova del suo coinvolgimento. Il pm aveva chiesto la condanna a un anno per l’accusa di sequestro di persona: le altre due imputazioni erano prescritte.

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