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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca Canicattì

La casa museo di Livatino "contesa", la Regione annuncia l'acquisto ma il proprietario replica: "Non è in vendita"

La giunta delibera l'acquisizione al patrimonio pubblico "incassando" il compiacimento dell'associazione degli amici del magistrato beato. L'ente che la gestisce, invece, si oppone: "E' è un dono del padre, non si può comprare una proprietà privata"

La Regione annuncia l'acquisto della casa del giudice Rosario Livatino, proclamato beato lo scorso 9 maggio. L'assessore ai Beni culturali, Alberto Samonà, comunica l'imminente acquisizione e un progetto "che possa rendere fruibile la casa in modo permanente. L’immobile, una volta acquisito - dice -, entrerà a far parte a pieno titolo della Rete regionale delle case-museo, istituita dal governo Musumeci per mettere in collegamento i luoghi rappresentativi dei personaggi illustri della Sicilia".

L'iniziativa riceve il plauso dell'associazione "Amici del giudice Livatino onlus" che si dice disponibile a collaborare per future attività in ricordo del magistrato ucciso dalla mafia nel 1990. A opporsi, invece, è l'associazione "Casa giudice Livatino", custode dell'abitazione.

"La Regione siciliana - dice Gabriele Vigneri, socio dell'associazione e figlio dell'attuale proprietario - probabilmente non è a conoscenza che l'immobile in questione è stato espressamente donato dal papà del giudice all'attuale proprietario che se ne prende amorevole cura da decenni per onorare la famiglia Livatino ed è stata da sempre aperta alla fruibilità dei terzi gratuitamente per mantenere viva la memoria del magistrato martire. La casa - conclude - non è in vendita". 

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