"Segnalavano posti di blocco su gruppo whatsapp", pm chiede rinvio a giudizio per 62

L'udienza preliminare si terrà il 25 novembre davanti al giudice per le indagini preliminari Alessandra Vella

Il sostituto procuratore della Repubblica, Paola Vetro, ha chiesto il rinvio a giudizio per i 62 indagati, quasi tutti di Canicattì, iscritti e partecipanti a un gruppo whatsapp, denominato "Uomini immiezzu a via", che si sarebbero avvisati a vicenda, facendo veicolare le informazioni a terze persone, della presenza di uomini delle forze dell'ordine sparsi per il territorio e di autovelox. L'udienza preliminare si terrà il 25 novembre davanti al giudice per le indagini preliminari Alessandra Vella. 

"Segnalavano posti di blocco in un gruppo whatsapp", chiusa maxi inchiesta: 62 indagati

L'indagine, condotta dai poliziotti del commissariato di Canicattì, è stata avviata dopo il ritrovamento casuale del telefono cellulare di uno degli iscritti al gruppo. L'accusa per i 62 indagati è quella di aver "interrotto e turbato i servizi di controllo delle forze dell'ordine" (l'ipotesi contestata è interruzione di pubblico servizio ndr.) attraverso lo scambio di informazioni, in maniera costante e coordinata, circa la presenza di posti di blocco sulle strade. 

Nella lista degli indagati, per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio, anche autisti di ambulanze o di mezzi di soccorso e camionisti. Del collegio difensivo fanno parte gli avvocati Angela Porcello, Calogero Lo Giudice, Luigi Troja, Calogero Meli, Paolo Ingrao e Giovanni Salvaggio. 

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