Cronaca Canicattì

Tre addebiti sulla PostePay da sito internet estero: frodato insegnante

E’ ormai un crescendo, quello che si sta registrando – nonostante innumerevoli appelli alla prudenza da parte delle forze dell’ordine – nell’Agrigentino

Tre addebiti, fatti tutti dallo stesso sito internet estero, per spese mai sostenute. Tre prelievi – da un massimo di 30,15 euro e un minimo di 29,55 euro – sulla carta prepagata PostePay di un insegnante di 34 anni. Nuova, ma identica nel modus operandi, frode informatica. A denunciarla alla polizia è stato proprio il docente che non ha mai autorizzato quelle operazioni con la sua PostePay. Uno strumento di pagamento che non ha mai ceduto a nessuno, ha tenuto a precisare l’uomo.

E’ ormai un crescendo, quello che si sta registrando – nonostante innumerevoli appelli alla prudenza da parte delle forze dell’ordine – nell’Agrigentino. Non passa ormai giorno senza che polizia o carabinieri non ricevano una denuncia del genere e un disconoscimento dei pagamenti effettuati ad insaputa delle ignare vittime. Di norma, gli addebiti avvengono tutti nella stessa giornata e nel giro, fra l’altro di pochissimo tempo. La vittima si insospettisce non appena riceve un Sms che comunica l’avvenuto prelievo. In quest’ultimo caso – denunciato appunto al commissariato di Canicattì – il primo addebito, da 30,15 euro, è stato fatto circa sei giorni prima rispetto ai successivi due da poco meno di 30 euro. Verosimilmente, l’insegnante trentaquattrenne, al primo Sms, non si è insospettito e non ha dunque bloccato la PostePay.

Non c’è un identikit delle vittime dei frodatori. I malviventi non privilegiano anziani o giovani, né categorie professionali particolari. Non è chiaro – se lo fosse i poliziotti della Postale di Palermo avrebbero certamente vita facile – come avvenga la scelta. Certo è che basta avere una semplice carta di credito o un PostePay.

Anche questa volta, i poliziotti del commissariato di Canicattì hanno passato la denuncia – corredata da tutti gli elementi investigativi utili – ai colleghi della Postale di Palermo che hanno, naturalmente, avviato le indagini per cercare di tracciare la giusta strada informatica ed identificare chi si nasconde dietro quegli addebiti che hanno sottratto all’insegnante trentaquattrenne canicattinese poco meno di 100 euro. 

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