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foto archivio

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"Violenta l'ex fidanzata con la scusa del chiarimento", in aula due colleghe della vittima

La donna, che ha confermato le accuse nell'incidente probatorio, avrebbe raccontato di avere subito degli abusi

"E' salita in macchina con lui e non c'era alcuna animosità, erano entrambi sereni. Poi, dopo alcuni giorni, ci ha raccontato quello che era successo".

E' entrato nel vivo, davanti ai giudici della seconda sezione presieduta da Wilma Angela Mazzara, il processo a carico di un ventinovenne di Canicattì, rinviato a giudizio per le accuse di stalking e violenza sessuale. La ragazza, che due anni fa ha denunciato il suo ex fidanzato facendolo finire agli arresti domiciliari, aveva confermato le accuse anche in aula.

Lo aveva fatto nel corso dell'incidente probatorio, davanti al gip Stefano Zammuto dove la sua testimonianza è stata, quindi, “cristallizzata” e sarà pienamente utilizzabile. Al processo sono stati ascoltati, fra gli altri, due testimoni della lista del pm Emiliana Busto, ovvero due colleghe della presunta vittima (parte civile con l'assistenza dell'avvocato Diego Giarratana) che avrebbero visto salire la ragazza in auto col suo ex fidanzato "senza notare alcuna tensione", salvo poi raccogliere il suo sfogo nei giorni successivi quando avrebbe raccontato di avere subito abusi.

Il ventinovenne, il 28 agosto del 2019, è finito ai domiciliari. L'episodio più grave sarebbe accaduto nei primi giorni del mese. Il ventinovenne avrebbe raggiunto la ragazza nei pressi del luogo di lavoro, a Canicattì, e avrebbe abusato di lei. 

L'imputato (difeso dall'avvocato Calogero Meli) l'avrebbe attesa e poi, forse con una scusa o forse chiedendo una chiacchierata chiarificatrice, avrebbe convinto la sua ex, di qualche anno più giovane, a salire in macchina. Ed è proprio sull’autovettura – sostiene l’accusa – che avrebbe abusato della sua ormai ex fidanzata alla quale sarebbero state pronunciate frasi del tipo: “Tu sarai sempre mia!”.

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