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Il verdetto / Canicattì

Già scagionati da 4 rapine ma la procura non se ne accorge e li manda a processo: prosciolti dopo 18 anni

Diego Cutaia, 39 anni, e Lorenzo Licalzi, 36 anni, erano accusati di avere messo a segno gli assalti ai danni di distributori di benzina e banche. I giudici avevano ordinato un breve supplemento istruttorio ma il gip aveva emesso già 5 anni prima l'ordinanza di archiviazione

Il gip, già nel 2017 su richiesta dell'allora procuratore aggiunto Ignazio Fonzo, aveva emesso un'ordinanza di archiviazione ritenendo che non ci fossero elementi per portarli a processo.

Un altro pm dello stesso ufficio (il sostituto Santo Fornasier, poi trasferito a Ragusa), non accorgendosene, aveva chiesto il rinvio a giudizio e, infine, dopo un lungo dibattimento, il pm che conclude il processo - Gianluca Caputo - in seguito ad un supplemento istruttorio ordinato dai giudici scopre il provvedimento che, pur non essendo una sentenza, non essendo stato mai revocato non poteva portare i due imputati a processo.

Alla fine anche i giudici della seconda sezione penale, a poco meno di due decenni dai fatti che sarebbero stati probabilmente prescritti, hanno emesso una sentenza di non luogo a procedere per "ne bis idem": si tratta, in sostanza, del principio secondo cui non si può essere giudicati due volte per gli stessi fatti. A sollecitare questo verdetto era stato lo stesso pm e il difensore degli imputati, l'avvocato Calogero Lo Giudice, si era associato.

Sotto accusa i canicattinesi Diego Cutaia, 39 anni, e Lorenzo Licalzi, 36 anni. I quattro assalti al centro del processo sono stati commessi fra il novembre del 2004 e il febbraio successivo. Cutaia, armato di pistola, era accusato di avere rapinato un distributore di benzina di Canicattì e una banca di Camastra ottenendo un bottino complessivo di 17 mila euro. Li Calzi, sempre con una pistola, veniva indicato come l'autore di un colpo a due distributori di benzina di Canicattì e Naro e in quest’ultimo caso l’addetto al distributore fu colpito con un pugno al volto. 

Il processo, di fatto istruito per una svista, si è concluso con un nulla di fatto. 

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