Cronaca

"E' inutile che urli, tanto nessuno ti sente": 50enne racconta in aula le violenze subite

La donna conferma le accuse all'incidente probatorio, gli abusi sarebbero durati due giorni

"E' inutile che urli, tanto nessuno ti sente. Devi stare per forza qui". Per due giorni, con queste pressioni, l'avrebbe costretta a subire rapporti sessuali dopo averla obbligata a entrare nella sua camera da letto e averla scaraventata sul letto strappandole i vestiti. G.G., 59 anni, di Campobello di Licata, è finito sotto inchiesta per l'accusa di violenza sessuale e minaccia e il gip Alessandra Vella, su richiesta del pubblico ministero Sara Varazi, ha disposto l'incidente probatorio nel quale la vittima ha ribadito le accuse.

L'indagato, che ha nominato come difensore l'avvocato Salvatore Manganello, è accusato di avere abusato della compaesana per due giorni consecutivi. I fatti al centro della vicenda risalgono al 5 e al 6 luglio scorsi. L'uomo, "con violenza consistita nel costringerla con la forza ad entrare nella camera da letto", sottolinea il pm, avrebbe scaraventato la donna, di alcuni anni più giovane, sul letto e le avrebbe strappato i vestiti.

Poi le sarebbe salito sopra con il proprio corpo e l'avrebbe minacciata dicendole che le sue urla sarebbero state inutili perché nessuno l'avrebbe sentita. "Devi stare per forza qui", le avrebbe detto. La donna, secondo quanto ha denunciato, ribadendo le accuse in aula, sarebbe stata costretta, "nonostante il suo espresso e reiterato dissenso", a subire diversi rapporti sessuali. La donna, a partire da quel giorno, inoltre, sarebbe stata ripetutamente minacciata e insultata.

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