rotate-mobile
Cronaca Campobello di Licata

"Dammi 3mila euro o non lavori più", niente sentenza: sarà sentita la vittima

Il gup Francesco Provenzano ritiene indispensabile interrogare in aula l'imprenditore Angelo Incorvaia

Niente sentenza: dopo quattro ore di camera di consiglio il gup Francesco Provenzano rientra in aula ed emette un'ordinanza istruttoria con la quale dispone di sentire l'imprenditore Angelo Incorvaia che materialmente concordò e consegnò - come immortala la telecamera nascosta dei carabinieri - una mezzetta di 3mila euro al funzionario dell'ufficio Ambiente del Comune di Campobello di Licata, Francesco La Mendola.

Slitta il verdetto a carico del dirigente dell'ufficio Ambiente del Comune di Campobello di Licata, Giuseppe Nigro, che ha sempre negato la ricostruzione del collega che lo accusa tirandolo in ballo e dicendo che erano d'accordo fin dall'inizio.

Qualche ora prima, in mattinata, il pubblico ministero Paola Vetro aveva concluso la requisitoria chiedendo la condanna a 4 anni e 8 mesi di reclusione ritenendo che "le accuse fossero pienamente provate".

“La Mendola millanta, io non so nulla di quella tangente. Ha fatto tutto da solo, peraltro è parente di uno dei due impreditori che ha costretto a pagare la mazzetta”. Così il quarantottenne, ormai ex dirigente dell’ufficio Ambiente del Comune di Campobello, licenziato in seguito all’arresto per concussione, si era difeso all'udienza precedente. Il suo difensore, l'avvocato Salvatore Manganello, sempre questa mattina, aveva replicato al pm ribadendo la tesi: "Non c'è alcun riscontro alle accuse di La Mendola che ha agito da solo, mai nelle intercettazioni salta fuori il nome del dirigente o emerge un suo ruolo". 

Nelle scorse settimane Francesco La Mendola, 48 anni, il funzionario che materialmente, secondo quanto è stato immortalato nelle immagini, avrebbe riscosso la tangente, ha patteggiato due anni e otto mesi di reclusione e un anno di interdizione dai pubblici uffici.

Nigro, invece, ha scelto la strategia processuale del giudizio abbreviato. La Mendola, dipendente dell'ufficio Ambiente, era stato arrestato in flagranza di reato il 13 settembre dopo avere intascato una mazzetta di 3 mila euro da uno dei responsabili dell'impresa "Omnia" che a Campobello eseguiva alcune bonifiche. I titolari della ditta, dopo avere ricevuto ricatti e pressioni, prima velate e poi esplicite ("paga o ti scordi di lavorare col Comune e non vedi più un euro"), si sono rivolti ai carabinieri che hanno organizzato la trappola. La Mendola è stato intercettato e tutte le conversazioni con i suoi interlocutori sono state registrate, compreso il momento in cui viene chiesta la tangente. Dopo il pagamento, avvenuto davanti alle telecamere nascoste negli uffici della Omnia, a Licata, è scattato l'arresto in flagranza di reato per concussione.

La vicenda, nel giro di poche ore, ha avuto un seguito perché La Mendola ha accusato Nigro, dirigente del suo ufficio di avere concordato ogni cosa con lui. Adesso il giudice vuole sentire l'imprenditore Angelo Incorvaia che concordò e consegnò la tangente. Incorvaia, che insieme al collega Valerio Peritore si è costituito parte civile con l'assistenza dell'avvocato Giuseppe Barba, sarà sentito il 14 giugno.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Dammi 3mila euro o non lavori più", niente sentenza: sarà sentita la vittima

AgrigentoNotizie è in caricamento