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Padre e figlio presi con oltre 600 grammi di cocaina, il caso approda dal gup

La procura chiede il rinvio a giudizio di Salvatore e Calogero Termini, 63 e 30 anni

Il 18 febbraio davanti al gup Francesco Provenzano: al via l'udienza preliminare per Salvatore e Calogero Termini, padre e figlio di 63 e 30 anni, di Campobello, fermati dai carabinieri il 14 aprile al termine di una perquisizione nel corso della quale sono stati trovati, nella loro abitazione, 617 grammi di cocaina, 5 grammi di marijuana, 12.540 euro in contanti e un assegno di tremila euro oltre a due bilancini di precisione e del materiale che si utilizza per il taglio e il confezionamento. 

“La droga è mia, sono un tossicodipendente e ne ho sempre acquistata in grandi quantità”. Calogero Termini aveva tentato così di scagionare il genitore, negando la finalità di spaccio. Il gip Alessandra Vella, al termine dell'interrogatorio di convalida, aveva bocciato la tesi difensiva del trentenne su tutti i fronti definendola anche "Illogica e incoerente". 

"Prima dell'inizio della perquisizione - sottolinea il giudice - Calogero Termini cercava di mettersi in contatto con il proprio difensore. Nel frattempo il padre, approfittando del momento, cercava di allontanarsi del salone dove erano tutti ed entrava in altra stanza e precisamente nella camera da letto, ma venendo seguito da un carabiniere, che lo trovava intento a spostare oggetti come se volesse occultare qualcosa e invitato a fermarsi, lo stesso nel girarsi faceva cadere a terra da dietro la schiena un sacchetto di plastica contenente vari involucri di polvere bianca solidificata, un bilancino ed un involucro in alluminio, con all'interno delle bonconote".

La vicenda approda in aula in seguito alla richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pm. I difensori, gli avvocati Angela Porcello e Salvatore Manganello, in alternativa al rito ordinario potranno scegliere il giudizio abbreviato o il patteggiamento.

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