Cronaca Campobello di Licata

"Baby squillo da Enna a Campobello", la difesa chiede perizia psichiatrica

Un ottantenne è accusato di prostituzione minorile perché avrebbe avuto un rapporto sessuale a pagamento con una ragazzina "venduta" dalla zia

Baby squillo di appena quindici anni venduta dalla zia in giro per la Sicilia. Una costola dell’inchiesta della Dda di Enna, città dove la giovanissima prostituta e la zia dirigevano – secondo l’accusa – il giro, approda al tribunale di Agrigento. L’imputato è M.A., 80 anni, di Campobello di Licata, accusato di atti sessuali con la ragazzina che all’epoca dei fatti, quando sarebbe stato consumato il rapporto sessuale a pagamento, aveva 16 anni.

L’avvocato Salvatore Manganello ha sollecitato al gup Alessandra Vella, dove è in corso l’udienza preliminare, di disporre una perizia per accertare se l’uomo, “con problemi di udito e non alfabetizzato”, è in grado di partecipare al processo nel quale è imputato di prostituzione minorile. L’udienza è stata rinviata al 21 febbraio per sciogliere la riserva. L’inchiesta “Pandemia” ha avuto nella zia della baby prostituta, condannata lo scorso luglio a 4 anni e 8 mesi di reclusione, il personaggio principale. La donna, adesso trentottenne, nel 2011 e nel 2012, avrebbe “venduto” il corpo della nipote, all'epoca quindicenne e sedicenne, ad anziani clienti delle province di Enna, Catania e Agrigento. 

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