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"Aggredì genero con pistola e bastone", no dal riesame alla scarcerazione

I giudici del tribunale della libertà confermano gli arresti domiciliari col braccialetto elettronico per il settantanovenne Calogero Siragusa

Ordinanza di custodia cautelare confermata: i giudici del tribunale della libertà rigettano la richiesta di scarcerazione di Calogero Siragusa, 79 anni, di Campobello di Licata, finito, lo scorso 10 dicembre, agli arresti domiciliari con le accuse di minaccia, ricettazione, detenzione e porto illegale di arma nonchè porto ingiustificato di bastone al di fuori della propria abitazione.

L’anziano, in particolare, avrebbe aggredito con pistola e bastone il genero col quale i rapporti, per motivi non del tutto messi a fuoco dall’indagine, si erano da tempo deteriorati per dissidi di natura familiare.

"Aggredì genero con pistola e bastone", difesa chiede scarcerazione

Giovedì scorso gli avvocati Antonio Bordonaro e Calogero Meli avevano chiesto, nel corso dell’udienza al tribunale del riesame, di annullare il provvedimento restrittivo sostenendo, fra le altre cose, che l’ordinanza cautelare fosse scarsamente motivata e che alcuni atti di indagine fossero inutilizzabili perchè acquisiti in assenza di difensore". 

Nelle scorse ore i giudici del riesame hanno depositato il dispositivo col quale, invece, confermano l’ordinanza di convalida dell’arresto e l’applicazione della misura dei domiciliari, col braccialetto elettronico, disposta dal gip di Agrigento, Francesco Provenzano. L'anziano, in particolare, è accusato di avere inseguito in auto il genero e di averlo picchiato col bastone al volto dopo avere colpito l’auto.

Subito dopo, durante la colluttazione, gli sarebbe caduta per terra una pistola detenuta illegalmente. L’arresto è stato eseguito dai carabinieri. Siragusa, secondo la ricostruzione dei fatti, avrebbe seguito il genero a bordo della propria auto. L’uomo si accorse della circostanza e, restando all’interno del veicolo, gli chiese spiegazioni. A quel punto il suocero avrebbe iniziato a colpire l’auto e, dopo che il marito della figlia è sceso, lo avrebbe picchiato al volto. Nella colluttazione è pure finita per terra una pistola che è risultata sprovvista della matricola, per questo è scattata l’accusa di ricettazione, detenzione e porto illegale di arma.

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