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"L'indennità di risultato era legittima", dirigente Agenzia entrate non dovrà restituirla

Il tribunale di Palermo dichiara nullo il provvedimento che gli imponeva la restituzione

L'indennità di risultato era legittima: dirigente dell'Agenzia entrate non dovrà restituirla. Lo ha deciso il tribunale di Palermo dichiarando nullo il provvedimento di ingiunzione.

Con atto di citazione, G.L.R., dirigente dell’Agenzia delle entrate, originario di Campobello di Licata, conveniva in giudizio, assistito dagli avvocati Girolamo Rubino e Mario La Loggia, il proprio ente datore di lavoro per chiedere di dichiarare la nullità o l'illegittimità del provvedimento di ingiunzione emesso nei suoi confronti ed avente ad oggetto il recupero di un credito, pari a circa 10.000 euro, ritenuto indebitamente percepito dallo stesso a titolo di acconto della retribuzione di risultato per l’anno 2013.

La pretesa restitutoria traeva origine da una valutazione negativa della performance dirigenziale del dirigente in ragione di un asserito mancato raggiungimento degli obiettivi di produzione allo stesso assegnati.

In giudizio, i legali del dirigente ribadivano l’illegittimità della valutazione redatta dall’ex direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate, anche per la mancata astensione di quest’ultimo dal valutare la performance del dirigente in ragione del rapporto fortemente conflittuale fra i due, come previsto dallo stesso codice di comportamento del personale dell’Agenzia delle entrate.

Il dirigente di Campobello, infatti, era stato destinatario di una pluralità di atti vessatori, accertati con sentenza del Tribunale di Enna, di recente confermata dalla Corte di appello di Caltanissetta, da parte dei vertici regionali dell’amministrazione resistente, tra cui lo stesso ex direttore regionale, autore della contestata relazione negativa, predisposta, in ogni caso, quando oramai lo stesso ex direttore regionale dell’Agenzia delle entrate era già stato collocato in quiescenza, come rilevato in giudizio.

Il Tribunale di Palermo, quindi, ritenendo condivisibili le difese articolate dagli avvocati Rubino e La Loggia, ha dichiarato nullo il provvedimento di ingiunzione.

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