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"Si appropria dei soldi della cauzione perché ludopatico", condannato maresciallo

Tre anni e due mesi di reclusione a Gerardo Pellegrino riconosciuto colpevole di peculato, falso e occultamento di atti

I giudici della prima sezione penale del tribunale di Agrigento hanno condannato a tre anni e due mesi di reclusione il maresciallo Gerardo Pellegrino, all'epoca dei fatti, nel 2014, in servizio alla Compagnia dei carabinieri di Cammarata, accusato di peculato, falso e occultamento di atti.

Il collegio presieduto da Gianfranca Claudia Infantino lo ha condannato dopo che il perito incaricato di accertare la sua capacità di intendere e volere ha escluso che il sottufficiale, difeso dall'avvocato Salvatore La Longa, avesse agito in stato di incapacità di intendere o volere sebbene, come emerso ampiamente anche dall'istruttoria, fosse ludopatico.

Pellegrino si sarebbe fatto consegnare 580 euro da un automobilista quale cauzione per consentire l’accesso alla procedura di demolizione dell’auto posta sotto sequestro, attestando falsamente l’avvenuto versamento e trattenendo per sè i soldi. “Dopo avere consegnato quei soldi - ha detto l’automobilista in aula - credevo fosse tutto a posto. Invece mi arrivò una cartella esattoriale, andai in caserma a chiedere spiegazioni e neppure trovai il maresciallo”. 

Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a sei anni. 

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