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"Maresciallo si appropriò dei soldi dell'automobilista", disposta perizia psichiatrica

Alcuni testi confermano che il sottufficiale era lupatico, la difesa ottiene di accertare la sua capacità di intendere e volere

Una perizia psichiatrica per accertare se il maresciallo Gerardo Pellegrino, all'epoca dei fatti, nel 2014, in servizio alla Compagnia dei carabinieri di Cammarata, quando si sarebbe appropriato dei soldi della cauzione di un automobilista – una somma attorno ai 600 euro – era capace di intendere e volere. È stata disposta dai gudici della prima sezione penale, presieduta da Gianfranca Claudia Infantino, dopo che alcuni testi della difesa, affidata all’avvocato Salvatore La Longa, hanno fatto emergere una grave forma di lupatia.

“Giocava in maniera ossessiva compulsiva – ha detto ieri Laura Todaro, la criminologa e sociologa che lo ha avuto in cura –, cercava solo di racimolare soldi per giocare. Era affetto da una ludopatia grave, del tutto simile alla dipendenza da eroina”. All’udienza precedente era stato ascoltato il medico Paolo Falco, responsabile del Sert di Ribera. “È stato in cura per dipendenza da gioco d’azzardo – ha detto – ma non ha seguito tutte le visite previste”. Il sottufficiale è imputato di peculato, falso e occultamento di atti. Secondo l’accusa, il carabiniere si sarebbe fatto consegnare 580 euro da un automobilista quale cauzione per consentire l’accesso alla procedura di demolizione dell’auto posta sotto sequestro.

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