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Traffico illecito di rifiuti, al via il processo "Sepultura" a carico di 35 imputati

La difesa solleva una serie di questioni preliminari, i giudici rinviano l'apertura del dibattimento

La difesa solleva una serie di questioni preliminari su cui il tribunale dovrà pronunciarsi alla prossima udienza. I giudici della seconda sezione penale, presieduta da Wilma Angela Mazzara, rinviano, quindi, al 14 aprile l'apertura del dibattimento.

E' iniziato il processo scaturito dall'inchiesta "Sepultura" che ipotizza un vasto traffico e smaltimento illecito di rifiuti nella discarica di contrada Principe, a Camastra. Trentacinque gli imputati.

Lo scorso 11 settembre, il gup di Palermo, Filippo Serio, ha deciso due condanne e sei assoluzioni. Al centro dell’inchiesta ci sono i vertici della A&G srl società con sede a Camastra che si occupa della gestione della discarica di contrada Principe. Agli imputati (difesi, fra gli altri, dagli avvocati Leonardo Marino, Giovanni Castronovo, Lillo Fiorello, Alessandro Baio e Claudio Gallina Montana) si contesta di avere smaltito illecitamente, nella discarica di Camastra, rifiuti speciali di ogni tipo, anche pericolosi.

Nella lista, l’attuale presidente dimissionario di Girgenti Acque, Marco Campione e il suo predecessore Giuseppe Giuffrida. Fra le persone finite sotto accusa, ci sono i responsabili della società “A&G” che gestisce il sito: il presidente Donato D’Angelo, il direttore tecnico Calogero Alaimo, il consigliere Salvatore Alaimo, il presunto direttore tecnico “di fatto” Alfonso Bruno e Pasquale Di Silvestro, assunto con lo stesso incarico. Sotto accusa anche l’amministratore dello studio chimico ambientale Giuseppe Daniele Pistone; gli amministratori dell’impresa “Fratelli Cultrera”, Giuseppe, Antonio e Massimo Cultrera e una serie di imprenditori, titolari di attività che avrebbero conferito illecitamente nella discarica: Salvatore Bonafede, Massimo Barbieri, Francesco D’Alema, Giuliano Costantini, Gaetano Rubino, Anna Maria Rosso, Fabio Borsellino, Tindara Maria Rita Paratore, Antonino Paratore, Francesca Di Gaetano e Gerlando Piparo. E poi ancora: Luciano Dell’Omo, Filippo Oddo, Danilo Ignazio Russo e Fabrizio Giotti, operatori delle imprese che operavano nel sito e avrebbero smaltito i rifiuti in maniera illecita.

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