Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Traffico illecito di rifiuti, in otto chiedono il giudizio abbreviato

L'inchiesta ha accertato lo smaltimento illegale nella discarica di Camastra, 43 gli imputati

Sette imputati più una società, tirata in ballo nel processo come persona giuridica, chiedono di essere giudicati con il rito abbreviato. Dopo due udienze interlocutorie, durante le quali il Libero consorzio dei Comuni di Agrigento e il Comune di Camastra si sono costituiti parte civile, è arrivata la svolta all’udienza preliminare scaturita dall'inchiesta, in cui sono imputati in trentaquattro, con l’accusa di avere smaltito illecitamente, nella discarica di Camastra, rifiuti speciali di ogni tipo, anche pericolosi. Dopo il sequestro della struttura e dei beni di alcuni indagati, scattato nel dicembre del 2017, i pm della Direzione distrettuale antimafia di Palermo Geri Ferrara e Francesco Gualtieri hanno chiesto i rinvii a giudizio. Quarantatrè, in tutto, gli imputati, davanti al gup di Palermo Filippo Serio, fra persone fisiche e giuridiche.

Nella lista, fra gli altri, l’imprenditore Marco Venturi, uno dei più noti in Sicilia, legale rappresentante del laboratorio di analisi Sidercem, accusato di avere redatto delle certificazioni false per consentire al titolare di uno stabilimento di conferire nella discarica di Camastra dei rifiuti che non potevano essere smaltiti. Proprio Venturi, insieme al fratello Vincenzo, che ha la stessa carica nella società, ha scelto il rito abbreviato. Analoga strategia processuale per Francesco Ippedico, 77 anni, di Augusta, rappresentante di un laboratorio di analisi che porta il suo nome; Carmelo Parrino, 60 anni, di Augusta, intermediario dei rifiuti; Pietro Balistreri, 49 anni, di Augusta, presidente della Nico spa; Giuseppe Panseri, 68 anni, di Bergamo, rappresentante della Despe Spa; la stessa società e Salvatore Mazzotta, 46 anni, legale della Ecosistem srl. Il 21 gennaio è in programma la requisitoria. Poi sono state fissate altre tre udienze (4 e 18 febbraio e 2 marzo) per le arringhe dei difensori (fra gli altri, gli avvocati Leonardo Marino, Lillo Fiorello, Alessandro Baio e Claudio Gallina Montana) e la decisione dei due stralci processuali.

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