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Lunedì, 26 Febbraio 2024
Tribunale

Accusò due ex procuratori di insabbiare le sue denunce, assolto Arnone

Secondo il gup di Caltanissetta l'ex consigliere comunale non commise alcuna calunnia nei confronti dei magistrati Renato Di Natale e Luigi Patronaggio: scagionata dalle stessa accusa anche il suo legale Daniela Principato

Accusarono gli ex procuratori di Agrigento, Renato Di Natale, e Luigi Patronaggio di avere insabbiato alcune indagini, in particolare nei confronti di due poliziotti che avrebbero commesso degli abusi in occasione di una conferenza stampa che era stata indetta in uno studio legale: secondo il gup del tribunale di Caltanissetta, David Salvucci,  Giuseppe Arnone e l'avvocato Daniela Principato non commisero il reato di calunnia.

La vicenda per la quale sono finiti a processo scaturisce dal contenuto di un'istanza di avocazione, firmata il 31 ottobre del 2019 e indirizzata alla procura generale di Palermo, con cui Arnone e il suo legale lamentavano l'inattività della procura di Agrigento in relazione ad alcune querele presentate dall'ex consigliere comunale e accusavano l'ufficio di avere insabbiato le denunce a carico dei poliziotti Giovanni Giudice e Maria Volpe accusati da Arnone di avere commesso, 4 anni prima, alcuni abusi per impedirgli di svolgere una conferenza stampa nel suo studio legale.

Secondo i pm di Caltanissetta Dario Bonanno, Stefano Striino e Simona Russo gli imputati avevano accusato i due magistrati "falsamente con la consapevolezza della loro innocenza e al solo scopo di farli finire a processo". La pena richiesta nei confronti di Arnone era di 3 anni e 4 mesi di reclusione; 2 anni per l'avvocato Principato. Alla requisitoria dei pm ha replicato l'avvocato Giulia Gaipa, difensore dei due imputati. Il giudice ha, quindi, deciso l'assoluzione. 

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