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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca

"Cercavamo supporti informatici ma non c'era nulla", pm racconta in aula le fantasie di Tuzzolino

L'ex collaboratore di giustizia, sconfessato e arrestato, è imputato di calunnia contro il suo ex avvocato Salvatore Pennica: magistrati della Dda testimoni

“Sono andato personalmente a perquisire le abitazioni e lo studio dell’avvocato Salvatore Pennica anche perché, essendo un avvocato, era obbligatorio per legge. All’ultimo momento e per ragioni di riservatezza ho avvisato l’allora presidente dell’Ordine Antonino Gaziano”.

Il magistrato Giuseppe Fici, adesso in servizio alla procura generale di Palermo e all’epoca dei fatti, nel 2013, alla Dda di Palermo, racconta in aula le fasi che hanno portato alla perquisizione subita dal noto penalista, prima vittima del falso pentito Giuseppe Tuzzolino, di recente arrestato e poi condannato a 3 anni e 8 mesi con l’accusa di essersi inventato di sana pianta false accuse di corruzione anche nei confronti dell’ex procuratore di Agrigento, Ignazio De Francisci.

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Pennica, difensore di Tuzzolino in quegli anni, in seguito al suo arresto per una vicenda di truffe all’ufficio tecnico di Palma, si vide arrivare la squadra mobile e lo stesso Fici che dovevano perquisire tutte le sue abitazioni e lo studio professionale dove, secondo quelle che si sono rivelate essere le fantasie di Tuzzolino, Pennica (mai indagato) aveva nascosto su suo incarico dei supporti informatici contenenti materiale che scottava.

Tuzzolino, adesso, è imputato di calunnia al tribunale di Palermo e questo pomeriggio, rispondendo all’avvocato Daniela Cipolla, difensore di parte civile di Pennica, sono stati ascoltati lo stesso Fici e il magistrato Rita Fulantelli, anche lei adesso in servizio alla procura generale e in precedenza alla Dda. “Quando abbiamo esposto i fatti all’avvocato Pennica, - ha raccontato Fici – mi pregò di fare estendere la perquisizione nella maniera più approfondita possibile e ci indicò domicili che neppure conoscevamo. Voleva si facesse chiarezza per potersi, come sta facendo ora, tutelare dalle affermazioni del collaborante. L’esito fu assolutamente negativo, non c’era nulla”.

Il magistrato Rita Fulantelli, invece, ha confermato di avere firmato il decreto di perquisizione e ha aggiunto: “Non ricordo - ha risposto all’avvocato Cipolla - se sono stata io a interrogare personalmente Tuzzolino su queste circostanze che riguardavano l’avvocato Pennica, lo abbiamo interrogato per sei mesi. Se mi hanno chiesto notizie i giornalisti? Non lo so, - risponde - purtroppo in tanti avevano il mio numero anche se io non l’ho mai dato a nessuno”.

Si torna in aula il 23 ottobre per sentire gli altri testi della parte civile, fra i quali l'ex pm di Agrigento Andrea Maggioni. 

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