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Da sinistra l'avvocato Pennica e Tuzzolino

Da sinistra l'avvocato Pennica e Tuzzolino

"Non ho detto nulla di offensivo, perchè l'avvocato se l'è presa?": ex pentito si difende in aula

L'architetto Giuseppe Tuzzolino, collaboratore di giustizia mancato, replica al suo legale che lo aveva denunciato e fatto finire a giudizio per calunnia

"Non capisco perchè l'avvocato Pennica si è offeso o risentito, non ho detto nulla di grave nei suoi confronti". L'ex collaboratore di giustizia Giuseppe Tuzzolino, sconfessato da una serie di inchieste che lo hanno bollato come "falso pentito" venendo, poi, arrestato e condannato per calunnia ed estromesso dal programma di protezione, si difende così davanti al giudice monocratico di Palermo, Ivana Vassallo.

L'architetto Tuzzolino, che in questo processo ha ripetutamente cambiato difensore, è imputato di calunnia nei confronti del suo ex legale, il noto penalista Salvatore Pennica.

L'architetto lo avrebbe accusato falsamente di avere custodito su suo incarico, nel 2013, supporti informatici contenenti rivelazioni "scottanti". "C'era una lista di nomi di massoni - ha ribadito Tuzzolino -, non ha voluto restituirla dicendo che prima avrei dovuto pagargli l'onorario". 

Pennica, che si è costituito parte civile ed è assistito dall'avvocato Francesco Mirabile, si vide arrivare la squadra mobile e la Dda nelle sue abitazioni e nel suo studio a caccia dei supporti informatici mai trovati perchè, sostiene l'accusa, neppure esistevano. Ma fu solo l'inizio della mancata carriera di collaboratore di giustizia di Tuzzolino che alzò il tiro in maniera vertiginosa, venendo anche preso in considerazione per un lungo periodo, parlando del clan Casamonica, della banda della Magliana e millantando persino di avere tracce concrete di Matteo Messina Denaro. Poi l'arresto, la condanna per calunnia (ai danni del suocero e dell'ex procuratore di Agrigento, Ignazio De Francisci, accusato falsamente di corruzione) e una miriade di processi per calunnia. 

Tuzzolino, rispondendo alle domande del giudice, del pm Claudio Camilleri, del difensore di parte civile e del suo stesso legale, ha ricostruito i rapporti col suo legale ribadendo di avere consegnato al professionista i supporti informatici e aggiungendo: "Non capisco perchè se l'è presa, non mi sembra lesivo della sua reputazione". 

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