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Da sinistra l'avvocato Pennica e l'ex collaboratore di giustizia Giuseppe Tuzzolino

Da sinistra l'avvocato Pennica e l'ex collaboratore di giustizia Giuseppe Tuzzolino

"False accuse al suo difensore", ancora intoppi al processo

Il legale dell'ex collaboratore di giustizia è stato sospeso dall'Ordine, slitta la sua audizione

Ancora un intoppo al processo a carico dell'ex collaboratore di giustizia Giuseppe Tuzzolino, sconfessato da una serie di inchieste che lo hanno bollato come "falso pentito" venendo, poi, arrestato e condannato per calunnia ed estromesso dal programma di protezione.

L'architetto Tuzzolino, che in questo processo - in cui è accusato di essersi inventato brogli commessi dal suo ex legale Salvatore Pennica - ha cambiato numerosi difensori, si era rivolto all'avvocato Giuseppe Arnone che, all'udienza precedente, ha chiesto, alla luce del recente incarico e della necessità di visionare meglio gli atti, di differire l'udienza.

Questa mattina è ripresa l'udienza ma c'è stato un nuovo intoppo: lo stesso Arnone, infatti, è stato sospeso dall'Ordine degli avvocati e, di conseguenza, Tuzzolino ha cambiato ancora legale nominando come difensore l'avvocato Francesco Menallo. Il giudice monocratico di Palermo, che aveva fissato l'udienza a pochi giorni dal Capodanno per accorciare i tempi, ha dovuto rinviare, su richiesta dello stesso Menallo, per visionare gli atti alla luce della recente nomina. I tempi sono ancora strettissimi: si torna in aula il 5 gennaio per sentire lo stesso architetto.

Tuzzolino è imputato di calunnia nei confronti del suo ex legale, il noto penalista Salvatore Pennica. L'architetto lo avrebbe accusato falsamente di avere custodito su suo incarico, nel 2013, supporti informatici contenenti rivelazioni "scottanti". Pennica, che si è costituito parte civile ed è assistito dall'avvocato Francesco Mirabile, si vide arrivare la squadra mobile e la Dda nelle sue abitazioni e nel suo studio a caccia dei supporti informatici mai trovati perchè, sostiene l'accusa, neppure esistevano.

Ma fu solo l'inizio della mancata carriera di collaboratore di giustizia di Tuzzolino che, negli anni successivi, portò la Dda di Palermo a New York, in un lussuoso albergo, a caccia di un fantomatico hard disk contenente, addirittura, foto recentissime di Matteo Messina Denaro. Tuzzolino, sette anni fa, fu sottoposto a fermo, insieme ad altre decine di persone nell'ambito di un'indagine che ipotizzava una complessa truffa nel rilascio delle licenze edilizie a Palma. In seguito ammise le sue responsabilità e fece consistenti rivelazioni fino all'improvviso declino con l'arresto nel 2017.

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