Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca

Alte temperature e siccità, 10 sindaci lanciano l'allarme: "La nostra agricoltura sta morendo"

Chiesto il trasferimento, da parte dell’Enel, di circa 3 milioni di metri cubi d’acqua dalla diga Garcia per uso irriguo. L'appello a far presto: "A rischio l'intera produzione"

I sindaci di Ribera, Calamonaci, Villafranca Sicula, Burgio, Lucca, Montallegro, Cattolica Eraclea, Bivona, Caltabellotta lanciano l’allarme siccità e il concreto rischio di perdita delle produzioni agricole di qualità del territorio.

Per questo, a seguito di un tavolo tecnico che si è tenuto a Ribera, è stato chiesto di aumentare al più presto la dotazione di acqua per usi irrigui nella diga Castello.

L’invaso Castello di Bivona contiene attualmente poco più di 9,5 milioni di metri cubi d’acqua, di cui ad oggi solo 3 milioni circa utilizzabili a scopo irriguo, quantità purtroppo assolutamente insufficiente per fronteggiare l’emergenza idrica delle campagne del comprensorio.

La situazione potrebbe migliorare con il trasferimento, da parte dell’Enel, di ulteriori 3 milioni di metri cubi d’acqua dalla diga Garcia tramite la traversa Gammauta.

La diga Castello, per effetto dell’incremento richiesto, passerebbe ad oltre 12 milioni di metri cubi di acqua e sarebbe conseguentemente possibile aumentare la dotazione a scopo irriguo ad almeno 4,5 milioni di metri cubi “con evidente sollievo - dicono i sindaci - per le coltivazioni oggi a grave rischio.

Oltre a questo è stata evidenziata anche la necessità di potenziare e migliorare la distribuzione nei frutteti e agrumeti; predisporre i progetti esecutivi pronti per i finanziamenti con lo strumento del Recovery Fund, per la quale si segnala il rischio di non trovarsi pronti come territorio alle scadenze richiesta dal piano di interventi; sottoscrivere la convenzione immediata tra Regione, Enel e Consorzio di Bonifica per il trasferimento dell’acqua dalla diga Raia all’invaso Castello, che permetterebbe in annate siccitose il riempimento della diga; rinnovare i vetusti impianti di distribuzione idrica che causano ogni anno perdite e ritardi con notevoli danni alle produzioni ed infine di predisporre l’interconnessione tra le dighe.

“Senza acqua - affermano i sindaci - l’agricoltura e l'economia del territorio muoiono pregiudicando lo sviluppo agricolo di un’area già particolarmente depressa: è quindi necessario agire in fretta, per scongiurare danni irreparabili alle produzioni agricole e non compromettere uno dei pochi settori oggi traino dell'intera economia provinciale”.

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