Cronaca

Calcestruzzi Belice, la speranza degli operai licenziati è appesa ad un filo

Il 2 febbraio la Corte d’Appello di Palermo deciderà il ricorso presentato dall’Agenzia nazionale dei beni confiscati contro la sentenza del tribunale di Sciacca che ha dichiarato il fallimento della società

La fiaccolata degli operai licenziati

Il 2 febbraio rappresenta una data importante per la vicenda della “Calcestruzzi Belice”. La Corte d’Appello di Palermo deciderà il ricorso presentato dall’Agenzia nazionale dei beni confiscati contro la sentenza del tribunale di Sciacca che ha dichiarato il fallimento della società,  accogliendo la richiesta dell’Eni che vantava un credito di circa 30 mila euro. In ballo ci sono i posti di lavoro di 11 operai, che hanno ricevuto la lettera di licenziamento dopo il fallimento della società.

"In queste settimane - scrive la Cgil Agrigento in una nota - siamo stati con i lavoratori che, malgrado il licenziamento, hanno presidiato l’azienda e cercato in ogni modo di non far spegnere i riflettori su questa loro incredibile vicenda. Se la Corte d’Appello accoglierà il ricorso - si domanda il sindacato - tutto riprenderà come prima o, al contrario, con un’altra incredibile sentenza, si dichiarerà la morte definitiva della Calcestruzzi Belice?".

"Non ha senso e non è il momento di pensare a 'piani B': bisogna solo ristabilire la giustizia rispetto ad una sentenza ingiusta ed assurda. Noi saremo lì ad attendere il verdetto, ma vorremmo che, insieme a noi, ci fossero tutti quelli che hanno desiderato la conclusione positiva di questa vicenda".

Chiediamo a tutti di sostenerci, di attendere con Noi, di testimoniare con la loro presenza che lo Stato ha un’occasione per ritrovare la credibilità perduta e che occorre restituire a questi 11 lavoratori, alle loro famiglie ed alla comunità di Montevago la certezza di un lavoro dignitoso.

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