Lunedì, 15 Luglio 2024
Le controversie

Cadde al pronto soccorso e subì danni durante endoscopia, l'Asp accetta di pagare i danni a due ex pazienti

Per le diverse richieste di risarcimento, l'azienda sanitaria provinciale ha dato il via libera alla definizione bonaria dei sinistri ed ha già messo in liquidazione quanto dovuto

Una è caduta al pronto soccorso dell'ospedale "Barone Lombardo" di Canicattì. L'altro ha subito un danno durante un esame endoscopico all'ospedale "Giovanni Paolo II" di Sciacca. Per le due diverse richieste di risarcimento danni, l'azienda sanitaria provinciale di Agrigento ha accettato di procedere alla definizione bonaria dei sinistri ed ha già messo in liquidazione quanto dovuto. 

Cadde dal letto del pronto soccorso, l'Asp paga il risarcimento danni 

Era il 24 febbraio del 2018 quando una donna è caduta all'interno del pronto soccorso dell'ospedale di Canicattì. Poche settimane dopo, la donna ha inoltrato richiesta di risarcimento danni. Sottoposta a visita medico-legale, è stato accertato che la donna ha riportato un danno psico-fisico del 5 per cento. Il danno biologico è stato dunque monetizzato in 8.573 euro. L'Asp ha accettato la definizione bonaria del risarcimento ed ha, appunto, messo in liquidazione - a tacitazione definitiva di ogni pretesa - la somma. 

Il 16 maggio del 2017, al pronto soccorso dell'ospedale di Sciacca, un paziente invece subì un danno a seguito di un esame endoscopico. Nel 2021 è stata formalizzata la richiesta di risarcimento e nel gennaio di quest'anno il paziente è deceduto. I familiari hanno dunque manifestato la volontà di procedere ad un'azione legale contro l'Asp. Il Cavs ha dunque riesaminato la documentazione acquisita in precedenza, dalla quale emergeva un danno del 5 per cento a carico del paziente, quantificato in 7.020 euro. Il legale della famiglia ha però contestato quella monetizzazione e la valutazione era stata quantificata in 16.636 euro. E' stato dunque riesaminato il "fascicolo" e il Cavs è arrivato alla quantificazione di 11.513 euro. Nel frattempo è stata anche avviata, dinanzi al tribunale di Sciacca, la procedura di mediazione, alla quale l'Asp non ha aderito. Gli eredi dell'uomo hanno, lo scorso maggio, accettato la somma di 11.513 euro che è stata, negli ultimi giorni, messa in liquidazione dall'azienda sanitaria provinciale. 

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