Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Il Tar ha deciso un nuovo "stop" alla stagione venatoria: la caccia si ferma dal 13 settembre

A disposizione soltanto le giornate di pre-apertura rimaste in vigore: si potranno imbracciare le "doppiette" sabato 11 e domenica 12. Poi una pausa che durerà fino al 2 ottobre. Esultano gli animalisti: "Un'ulteriore vittoria giudiziaria che boccia sonoramente i decreti sparatutto"

Torna lo stop per la stagione della caccia. Dopo il primo decreto cautelare emesso lo scorso 1 settembre, all’avvio della pre-apertura della stagione venatoria in Sicilia, arriva il “dietro front”: il presidente del TAR Catania sospende nuovamente il decreto assessoriale che, in violazione del precedente pronunciamento, aveva riaperto la caccia. 

E dunque, in virtù di questo nuovo pronunciamento, dal 13 settembre le “doppiette” dovranno essere riposte in cantina, almeno fino al 2 ottobre che sarà la data di apertura generale della caccia indicata dall’Istituto superiore per la Protezione e la ricerca ambientale.

Per tutti i cacciatori siciliani, a questo punto, rimangono solo due giorni per andare a sparare nelle campagne: sabato 11 e domenica 12 settembre sono infatti le cosiddette “giornate di pre-apertura” che anticipano la serrata di lunedì 13.

Dopo questo weekend, quindi, ci si ferma per quasi 3 settimane.

Grande soddisfazione da parte delle associazioni ambientaliste ed animaliste che esultano per il “grande risultato ottenuto a tutela degli animali selvatici”. 

In particolare il Tar, anche stavolta, ha accolto le istanze di WWF Italia, Legambiente Sicilia, Lipu BirdLife Italia, LNDC Animal Protection ed Enpa che, difese dagli avvocati Antonella Bonanno e Nicola Giudice, avevano nuovamente impugnato il calendario venatorio “aggiornato” dall’assessore regionale all’agricoltura Toni Scilla. 

Quest’ultimo, infatti, all’indomani della sospensiva del Tar, anziché dare esecuzione alla decisione del giudice amministrativo, aveva emanato un nuovo decreto uguale a quello appena bocciato per consentire la prosecuzione della caccia, “anche in periodi e con modalità palesemente contrastanti - a detta degli animalisti - con il parere scientifico di ISPRA che suggeriva maggiore tutela per le popolazioni faunistiche stanziali e migratorie, già decimate dagli incendi”.

Secondo le associazioni, “con questa ulteriore vittoria giudiziaria sono stati sonoramente bocciati i decreti "sparatutto" dell’assessore “contro la fauna” Toni Scilla ed è stata riaffermata la legalità e la prioritaria esigenza di tutela della biodiversità”. 

Continueremo la battaglia legale al Tar - concludono gli animalisti - sin dalle prossime udienze, dove denunceremo le gravi e pesanti illegittimità di un calendario venatorio vergognoso che condanna gli animali scampati alla devastante stagione degli incendi e della siccità”.

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