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Cadono per colpa di massi o avvallamenti: Comune trascinato in tribunale

Due gli agrigentini che hanno chiesto importanti - anche se l'ente non ha riportato le cifre - risarcimenti danni

Un agrigentino è caduto mentre percorreva, a piedi, il marciapiede che collega la via Aldo Moro con la via Pirandello. Un altro è finito sul selciato mentre, in sella ad una motocicletta, percorreva il viale Falcone-Borsellino. Entrambi, negli ultimi giorni, hanno citato il Comune di Agrigento dinanzi al tribunale. Chiedono che venga riconosciuto responsabile dei danni che hanno subito. Ma il sindaco Franco Micciché ha già autorizzato la costituzione in giudizio dell’ente ed ha incaricato, per la difesa e rappresentanza, l’avvocato Agata Vecchio, funzionario del primo settore di palazzo dei Giganti.

A citare il Municipio, davanti al tribunale, all’inizio dello scorso mese, è stato il cittadino che il 2 dicembre del 2018 è rimasto ferito mentre, in sella alla sua Yamaha 125, percorreva il viale Falcone-Borsellino. L’uomo è caduto, stando alla ricostruzione presente nella documentazione arrivata in Comune, a causa di un avvallamento sul manto stradale non visibile perché ricolmo di acqua piovana. E a causa di quella caduta, il motociclista ha riportato lesioni per le quali ha dovuto far ricorso all’ospedale “San Giovanni di Dio”.

Adesso, dunque, con la citazione in giudizio, chiede un “cospicuo risarcimento dei danni”. Il Comune di Agrigento, ancora una volta, nell’atto di autorizzazione alla costituzione in giudizio, ha preferito omettere l’ammontare della richiesta. Esattamente come è avvenuto nell’altro caso, in cui si parla di “ingente risarcimento del danno”. A citare palazzo dei Giganti è stato, in questo secondo caso, l’agrigentino che è caduto mentre percorreva il marciapiede che collega le vie Aldo Moro e Pirandello. L’uomo è inciampato su un grosso masso e, finendo per terra, ha battuto la testa in modo violento. L’agrigentino, proprio in seguito a quella caduta, avrebbe riportato un danno biologico del 5 per cento. In entrambi i casi, le istanze sono state ritenute “infondate in fatto e in diritto” e per questo motivo dal funzionario legale è arrivato al sindaco il parere favorevole alla costituzione in giudizio del Comune.

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