Venerdì, 19 Luglio 2024
Notte di fuoco / Canicattì

Brucia l'auto di un macellaio e le fiamme danneggiano pure la Renault di un commerciante

I militari dell’Arma si stanno già occupando delle indagini per stabilire cosa effettivamente abbia innescato il rogo. Le cause, agli atti, risultano essere “ancora in corso d’accertamento”

Un’autovettura, una Lancia Y per la precisione, distrutta dalle fiamme e una Renault Arkana, posteggiata a pochi passi dalla prima, parzialmente danneggiata. E’ questo il bilancio della notte di fuoco registratasi in via Sant’Angela Merici a Canicattì. Ad accorrere, non appena è stato raccolto l’Sos, sono stati i vigili del fuoco del distaccamento cittadino e i carabinieri dell’aliquota Radiomobile. Ai primi, idranti alla mano, è toccato il compito di salvare il salvabile. I militari dell’Arma si stanno invece già occupando delle indagini per stabilire cosa effettivamente abbia innescato il rogo. Le cause, agli atti, risultano essere “ancora in corso d’accertamento”. Non sono chiare e servirà del tempo per stabilire la natura del falò. I carabinieri hanno già sentito il proprietario della Lancia Y, un macellaio di 53 anni. Ma anche quello della Renault Arkana, un commerciante di 43 anni, su cui le fiamme si sono propagate. Non filtra, ed è inevitabile che sia così, nessuna indiscrezione su quanto, eventualmente, è stato acquisito dagli investigatori. E’ risultato essere certo che accanto alle due autovetture non sono state trovate tracce di liquido infiammabile, né taniche o bottiglie sospette e nemmeno inneschi. Elementi indispensabili per poter parlare, fin da subito, di un incendio doloso. Il danno economico, provocato dal rogo, non è stato quantificato ed è risultato essere coperto da polizza assicurativa solo per la Renault.

E’ stata avvisata, come sempre avviene in casi di questo genere, la Procura della Repubblica di Agrigento e sono state appunto avviate le indagini. Non è escluso, ma non ci sono conferme istituzionali al riguardo, che i carabinieri possano già aver verificato l’eventuale presenza di impianti di videosorveglianza, pubblici o privati, nell’area dove si è registrato l’incendio. 

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