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Sabato, 15 Giugno 2024
Giornata infernale

Caldo africano, totale abbandono di strade, terreni ed aree pubbliche e scoppia l'inferno: brucia l'intera provincia

Nessun attimo di sosta per i vigili del fuoco che sono stati anche oggetto di accuse e recriminazioni. Ogni anno, le ordinanze che impongono la pulizia vengono firmate dai sindaci, ma nessuno poi verifica che vengano veramente, concretamente, rispettate

I 44 gradi, in media, sulla provincia hanno, inevitabilmente, inciso. Ma la "colpa" non può che essere addebitata allo stato di totale abbandono in cui versano strade comunali e provinciali, terreni privati e aree pubbliche. E' stata una giornata, a dir poco, infernale per i vigili del fuoco del comando provinciale e per quelli che dei distaccamenti che, senza neanche un secondo di sosta e perfino senza pranzare, sono accorsi da un capo all'altro dell'Agrigentino per scongiurare pericoli per la pubblica e privata incolumità e per limitare, laddove possibile, i danni. Da Agrigento a Canicattì e poi verso Sciacca e Menfi è stato appunto l'inferno. 

A Menfi, in contrada Cavaretto-Puporosso, i pompieri del distaccamento di Santa Margherita di Belìce sono stati impegnati per oltre 10 ore prima di avere la meglio su un rogo divampato in un'area privata. Un incendio che ha inghiottito vegetazione spontanea ed uliveti. Non ci sono stati danni a persone o immobili, ma il merito è stato soltanto dei vigili del fuoco. Delle indagini per provare ad identificare se e chi ha appiccato il focolaio iniziale si stanno occupando i carabinieri di Menfi.

In contrada Burraitotto, ad Agrigento, nei pressi di un ristorante, il fuoco ha inghiottito qualunque tipo di vegetazione ha trovato lungo il suo percorso ed ha lambito anche le pale eoliche. 

A Castrofiippo, le fiamme sono arrivate nell'area esterna, in via Nazionale, della discarica ecologica comunale. I pompieri, ancora una volta, sono arrivati in tempo. Il rischio, più che concreto, è stato infatti che le fiamme inghiottissero, creando danni ambientali, l'intera distesa di rifiuti. I carabinieri hanno evacuato, in via precauzionale, i residenti dei palazzi situati nei pressi dell'area di fuoco. 

Fra Canicattì e Naro, per l'intera giornata, è stato un continuo ripetersi di "Sos": sono stati divorati alberi da frutto, uliveti, macchia Mediterranea naturalmente e sono state lambite, determinando il panico, più abitazioni. 

incendio estate 2023 (2)-2

Nessun attimo di requie per i pompieri che, per l'intera giornata, non facevano nemmeno in tempo ad ultimare un intervento che già arrivano due, tre, cinque nuovi allarmi. Tanti, anzi tantissimi, i cittadini che, preda del panico, si sono anche arrabbiati con i pompieri perché, a loro dire, stavano impiegando troppo tempo per arrivare. Ma se prima un intervento di spegnimento non viene ultimato, i vigili del fuoco non possono lasciare una località per spostarsi nell'altra. E' scontato, normale, umano, che ogni cittadino si preoccupi quando vede avvicinare rapidamente le fiamme verso la propria abitazione, verso il vigneto o l'orto. Tutti, partendo dai privati appunto ed arrivando alle amministrazioni comunali, dovrebbero però curarsi e preoccuparsi - il che non avviene, determinando un vero e proprio stato di abbandono - di tenere le strade e i terreni puliti, nonché di creare i para fuochi. Le ordinanze vengono firmate dai sindaci, è vero. Ma nessuno poi verifica che vengano veramente, concretamente, rispettate. Poi, a causa del caldo, dell'inciviltà e dei piromani, divampano gli incendi. E i vigili del fuoco non possono far altro che correre da un capo all'altro dell'Agrigentino per cercare di salvare il salvabile.   

incendio estate 2023 (3)-2

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