Brandara all'attacco: "Sono una persona onesta, e non per mancanza di occasioni"

Il sindaco di Naro è stato oggetto di dure contestazioni per il suo coinvolgimento nelle indagini sul "Sistema Montante"

E' una replica a 360 gradi, ferma e durissima, quella che il sindaco di Naro Mariagrazia Brandara affida ai social per rispondere alle accuse lanciategli nei giorni scorsi dal presidente della Commissione Antimafia Claudio Fava, il quale, in considerazione del coinvolgimento di questa nell'indagine che riguarda il cosiddetto "Sistema Montante" aveva chiesto provvedimenti da parte del Governo regionale rispetto al suo ruolo di commissario Ias.

"È vero, sono indagata nella vicenda Montante ed aspetto da oramai 18 mesi di essere sentita per poter chiarire la mia posizione - ammette Brandrara - sebbene poi l’interrogatorio venisse annullato dagli stessi magistrati che avevano firmato la convocazione e da allora ho ricevuto solo due notizie di proroga delle indagini.Sono dunque indagata ed essere definita, dall’on Fava 'imputata di associazione a delinquere assieme all'ex presidente di Confindustria Sicilia' costituisce non soltanto una semplice inesattezza ma anche un’oggettiva affermazione che fa a pugni con la storia e la rettitudine di una persona che, come me, ha fatto nella sua vita una scelta di onestà e di atti mai borderline. Onesta sempre - dice - e non per mancanza di occasioni".

La replica di Cicero: "Mai rinviato a giudizio, querelo Brandara"

Nel merito delle affermazioni di Fava la Brandara parla di una "presa di posizione politica, quasi un attacco politico", spiegando anche di aver chiesto al proprio legale "se fossero noti i fatti contestati e la risposta è stata no atteso che i risultati delle indagini non sono stati ancora resi noti; quindi mi chiedo a quale 'pesante coinvolgimento' si riferisca l’on Fava. Certo, un uomo politico della sua levatura non dovrebbe affidarsi ai grandi titoli o alle tante colonne di giornale che elencano fatti, facendoli sembrare delitti".

Rispetto al rinvio a giudizio ottenuto per il depuratore di Giammoro, nella Valle del Mela, in qualità di commissario pro tempore Irsap, la stessa Brandara (nel sostenere che sia stato rinviato a giudizio, ma poi sia stato ritenuto prescritto, anche il commissario Alfonso Cicero) si dice certa di riuscire a dimostrare la propria innocenza ma, in riferimento alle dichiarazioni di Fava, il quale sosteneva che "in questi anni è emerso in modo evidente che la Brandara è stata il braccio operativo di Montante in un settore delicatissimo come quello della depurazione delle acque, fatto ancora più inquietante proprio alla luce del recente rinvio a giudizio di Barcellona Pozzo di Gotto", la stessa chiede a Fava di quali "evidenze parli", e si dice pronta, se lo si vorrà, a rispondere in commissione antimafia.

Nei giorni scorsi l'ex sindaco di Racalmuto, Salvatore Petrotto, aveva chiesto al prefetto la rimozione della Brandara da sindaco.

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