Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

"Braccianti schiavizzati in campagna per pochi euro", ultime arringhe prima del verdetto del processo "Ponos"

A capo della banda ci sarebbero state due donne che avrebbero sfruttato gli stranieri in condizioni disumane

Con le ultime arringhe difensive degli avvocati Daniele Re, Giovanni Pace, Salvatore Manganello e Salvatore Loggia si avvia alla conclusione il processo scaturito dall'inchiesta "Ponos" a carico della presunta banda che avrebbe sfruttato gli stranieri per 3 euro all’ora, costringendoli a lavorare in condizioni disumane e senza fermarsi.

All'udienza precedente la pena più alta - 12 anni di reclusione - era stata proposta per le due donne ritenute a capo dell'organizzazione. Sono Vera Cicakova, 59 anni, e la figlia Veronika, 37 anni. Sei anni di reclusione per Neculai Stan, 62 anni; 3 anni, invece, la pena richiesta per l’empedoclino Emiliano Lombardino, 46 anni; 3 anni e 6 mesi sono stati chiesti per Rosario Burgio, 42 anni, di San Cataldo; per Giovanni Gurrisi, 41 anni di Agrigento, la pena richiesta è di 5 anni di reclusione.

Le accuse contestate sono di associazione a delinquere, sfruttamento del lavoro, favoreggiamento e sfruttamento dell'immigrazione clandestina. L’indagine, svolta sul campo dai carabinieri, avrebbe accertato l’esistenza di una vera e propria organizzazione per delinquere dedita allo sfruttamento dei braccianti agricoli nelle campagne dell'Agrigentino, con particolare riferimento alla zona di Campobello. Il processo, in corso davanti al gup di Palermo, Rosario Di Gioia, si concluderà il 2 ottobre.

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