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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Cronaca

Scomparso il box dell'autovelox, gli automobilisti tornano a sfrecciare sulla statale 640: torna il rischio incidenti

Il "gabbiotto" - che era stato investito ad arte e letteralmente sradicato all'inizio dello scorso settembre - è stato rimosso dall'Anas. E' stato prelevato per essere ripristinato e ricollocato

Chi già, sabato pomeriggio, si era accorto della scomparsa del box autovelox - lungo la statale 640, pochi metri prima della rotonda degli scrittori, - ieri sfrecciava serenamente, non curandosi delle bande rumorose collocate proprio per provare a fare rallentare la marcia. E non preoccupandosi dell'eventuale rischio incidente. Chi, invece, lo ha scoperto durante la giornata - che quel box autovelox è scomparso -, ha cercato, a destra e a manca, informazioni.

Il box autovelox - che era stato investito e letteralmente sradicato all'inizio dello scorso settembre - è stato rimosso dall'Anas. Nella giornata di sabato, gli operai lo hanno prelevato per ripristinarlo. Dopo che era stato scaraventato per terra - non un incidente stradale quello registratosi, ma il chiaro, inequivocabile, tentativo di eliminare quella "fastidiosa" apparecchiatura che imponeva, pena contravvenzione, di rallentare - il box autovelox, senza l'apparecchiatura, era stato rimesso in piedi. Di fatto, aveva continuato ad assolvere alla sua funzione deterrente. La maggior parte degli automobilisti, non sapendo se all'interno c'era o meno l'autovelox della polizia Stradale, si attenevano scrupolosamente al massimo di 40 chilometri orari imposti in quel punto della carreggiata che da Canicattì porta verso Agrigento e Porto Empedocle. 

Investito e sradicato l’autovelox fisso installato lungo la statale 640: è "caccia" all'auto pirata

Sabato, dopo il danneggiamento ad "arte" fatto per fare in modo che l'autovelox venisse eliminato, è scomparso anche il box che è di proprietà dell'Anas. Spetterà proprio all'Anas la fase di ripristino. E quando il recupero verrà effettuato il box dovrebbe tornare ad essere collocato in quello strategico punto, con tanto di autovelox della polizia Stradale. 

Delle indagini sul danneggiamento messo a segno all'inizio dello scorso settembre si sono occupati, e lo stanno ancora facendo, i carabinieri della compagnia di Agrigento. Subito dopo quello che sembrò essere un incidente stradale intervennero infatti i militari dell'Arma del nucleo Operativo e Radiomobile che avviarono anche le ricerche dell’auto “pirata". 

Era il novembre del 2019 quando – dopo una miriade di incidenti stradali, anche mortali, - lungo la statale, per potenziare la sicurezza, su disposizione della Prefettura, veniva collocato quell’autovelox. Una attrezzatura che aveva, di fatto, un compito non semplice: far comprendere che in quel tratto il limite di velocità era ed è di 40 chilometri orari. Far comprendere che attenendosi al limite di velocità, non c’era il rischio di finire sopra la rotonda San Pietro, meglio conosciuta come la “rotonda degli Scrittori”.  Ed effettivamente, seppur polemizzato e contestato, quell’autovelox fisso è riuscito nell’intento: dalla sua collocazione al momento in cui è stato sradicato e fino a sabato, quando il "gabbiotto" era comunque presente seppur vacante, gli incidenti, in quel punto, sono drasticamente diminuiti. 

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