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Cronaca Realmonte

Borgo Scala dei turchi, i periti: "Ci sono abusi ma lottizzazione è corretta"

Oltre sette ore di deposizione in aula per i tre esperti nominati dal giudice per fare chiarezza sulla vicenda

Il piano di lottizzazione è “correttamente dimensionato” anche se non mancano le irregolarità visto che, ad esempio, alcuni edifici del cosiddetto “Villaggio dei vip” della Scala dei Turchi ricadono in una zona entro i 170 metri dalla battigia e, quindi, da ritenere come “non realizzabili”.

Oltre sette ore di “battaglia”, iniziata alle 11 e terminata alle 18,30 con una breve pausa pranzo, per definire il punto cruciale in vista di un eventuale dibattimento. Sono stati ascoltati in aula, rispondendo a tutte le parti e al giudice, l’architetto Paolo La Greca dell’università di Catania, l’ingegnere Mario D'Amore e l’architetto Guido Meli, chiamati dal giudice Francesco Provenzano a stabilire se le conclusioni del consulente della Procura, l’architetto Luciano Montalbano, sono state tecnicamente corrette e, in particolare, se è stata rispettata “l’esatta distanza dalla battigia delle opere”, hanno ridimensionato in maniera significativa l’ipotesi accusatoria del pm Antonella Pandolfi che ha chiesto il rinvio a giudizio dei dodici imputati.

Si tratta di funzionari del Comune di Realmonte, della Sovrintendenza e responsabili dell’impresa siracusana, la Co.Ma.Er, che stava realizzando il progetto – ai quali si contesta di avere consentito un piano di costruzione illegale di alcune villette a schiera di lusso a breve distanza dalla Scala dei Turchi. Il pm, con a fianco il proprio consulente, ha insistito ponendo domande su diversi aspetti della perizia ma i tre professionisti nominati dal giudice, nella sostanza, hanno confermato in aula quanto messo per iscritto nella perizia. Ci sono alcune irregolarità, relative non solo alla distanza dal mare ma anche al rispetto delle prescrizioni sulle altezze, ma il piano di lottizzazione nella sostanza “è ben dimensionato”.

L’udienza preliminare, nei mesi scorsi, sembrava sul punto di essere definita con le scelte dei riti e, invece, c’era stata una battuta d’arresto perché il giudice, a seguito delle difese depositate dagli imputati Gaetano Caristia e Sebastiano Comparato, principali responsabili della Co.Ma.Er., assistiti dall’avvocato Luigi Restivo, aveva deciso di disporre un’attività di integrazione probatoria ordinando una perizia collegiale per accertare meglio i contenuti della consulenza di parte eseguita dalla Procura nel 2013. 

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