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Cronaca

Stop superbonus 110, Acquisto (Uil): "Sarà affossamento definitivo per la provincia"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Abbiamo seguito con attenzione e preoccupazione gli sviluppi del provvedimento che cancella in toto quanto previsto dall’art.121 del DL Rilancio, che sospende di fatto con effetto immediato la possibilità per i soggetti che effettuano le spese per le quali si può usufruire di  bonus edilizi (Superbonus, Eco e Sisma, Ristrutturazioni, Facciate, ecc.)  di optare per lo sconto in fattura o per la cessione del credito d’imposta.
 Il provvedimento approvato senza confronto preventivo con le parti sociali rischia di far tornare il Paese in recessione e  se non revocato provocherà da subito un effetto allarmante sul settore, con la totale paralisi degli interventi di edilizia privata legati ai bonus in vigore, il fallimento di migliaia di imprese impegnate nel comparto e la conseguente perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro.
Il Segretario della Uil di Agrigento, Gero Acquisto, in merito alla questione ribadisce come i bonus edilizi, sebbene dovessero essere sostanzialmente rivisitati siano stati  l’unico mezzo attraverso il quale il territorio agrigentino ha potuto concretamente mettere in atto una transizione energetica, l’efficientamento e la messa in sicurezza del nostro patrimonio abitativo nonché uno strumento che indubbiamente ha creato lavoro per tutto l’indotto.
Ci aspettavamo che su questo settore si intervenisse ma pensavamo ad  una tempistica diversa e un confronto, va bene ascoltare le associazioni datoriali ma occorre ricordare che attorno al settore edile gravitano  nel nostro territorio tantissime lavoratrici e lavoratori.
La nostra già precaria economia in questo modo verrà nuovamente messa in ginocchio dopo un periodo di ripresa che aveva permesso alle aziende ai lavoratori ed i cittadini di investire  su se stessi, sulle proprie imprese e sui propri immobili.
 In una provincia che è in ritardo su molte partite e che deve accelerare il suo sviluppo investendo  su innovazione e transizione energetica questa battuta d’arresto sarà l’ennesimo colpo fatale.
Secondo la nostra Organizzazione il tassativo ridimensionamento dei bonus è sbagliato, abbiamo delle proposte che potevano essere vagliate prima di intervenire in maniera così drastica, per questo riteniamo opportuno:
• un meccanismo che consenta alle imprese di poter monetizzare;
• Ripristinare subito forme di acquisizione dei crediti ceduti a terzi, se tracciati e tracciabili nel periodo 2021-2022, per limitare gli effetti distorsivi dovuti al cambio della normativa in materia di cessione del credito.
• Un riordino complessivo dei vari incentivi per il settore edile (ristrutturazioni edilizie, efficientamento energetico, anti sismico, facciate e restauro, sisma bonus, super bonus), attraverso meccanismi che condizionino l’accesso agli stessi alle sole imprese che possano garantire e dimostrare ex ante alcuni requisiti minimi soggettivi.
• Dilatare i tempi del superbonus 110% almeno fino al 2026 al fine di garantire il raggiungimento di alcuni obiettivi minimi strategici in termini di percentuale di patrimonio immobiliare da efficientare. In tal modo si allenterebbe la pressione che ha portato ad un aumento dei prezzi delle materie prime e all’esplosione di imprese scarsamente qualificate che oggi vanno a colmare il gap tra domanda e offerta dovuto alla mancanza di tempo e di imprese strutturate nel breve periodo.
• Introdurre un intervento normativo e di controllo pubblico che eviti alle banche di fare cartello e di sottrarre risorse pubbliche a danno del provvedimento. Non è accettabile che la marginalità delle banche rischi di superare quella delle imprese che eseguono i lavori.
La UIL di Agrigento è pronta a mettere in campo tutte le azioni di lotta che si renderanno necessarie.

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