Coronavirus, scoperti altri 259 contagi (+9 in provincia): un nuovo positivo in città

Ad annunciare il nuovo caso è stato il sindaco della città, Calogero Firetto. Molto alto il numero di tamponi processati, 7.374. Sull'Isola il dato più elevato di ospedalizzati: l'11,5%, rispetto alla media nazionale poco superiore al 6. Ma a marzo era ricoverato il 37% dei positivi. Ci sono tre nuove vittime e 109 guariti

Ore -21: 45. C'è un nuovo caso di Covid ad Agrigento. Ad annunciarlo è stato il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto. Si tratta, secondo quanto annunciato dal primo cittadino, di una persna adulta.

Altro record di tamponi fatti, altro record giornaliero di nuovi positivi in Sicilia: 259 casi scoperti su 7.374 test (3,5%). Che i due dati siano strettamente collegati non c'è dubbio. Ma che il virus abbia ormai ricominciato a circolare - forse di più che nella primavera scorsa, almeno sull'Isola - è altrettanto fuor di dubbio. Boom di casi in provincia di Palermo (131), che resta la più colpita con 2.483 contagiati dall'inizio della pandemia.

Ci sono altre tre vittime, ma giusto anche evidenziare i 109 guariti. Situazione stabile negli ospedali (ai quali dedichiamo sotto un capitolo a parte) rispetto a ieri: i ricoverati con sintomi sono 376 (+1), ai quali si aggiungono 33 pazienti in terapia intensiva (+3). Gli attuali positivi sono 3.696, di questi 3.287 sono a casa. Gli altri nuovi casi sono 66 a Catania, 23 a Messina, 17 a Ragusa, 9 ad Agrigento, 4 a Caltanissetta, uno a Enna e Siracusa.

Un caso di positività al "Leonardo", studente contagiato: classe in quarantena

La Sicilia con l'11,5% (aggiornato al dato di ieri ndr) è la regione italiana con la maggiore percentuale dei casi di Coronavirus in ospedale, una cifra nettamente superiore alla media nazionale del 6,6%, seguono la Liguria (10,4%) Lazio (9,9%), Puglia (8,9%), Piemonte (8,6%), Abruzzo (8,2%), Basilicata (7,9%). Lo rivela il monitoraggio della Fondazione Gimbe che sottolinea come "da fine luglio si rileva in Italia un incremento dei pazienti ricoverati con sintomi e in terapia intensiva, che sono aumentati rispettivamente da 732 a 3.625 e da 49 a 319 ".

C'è da osservare però che Il 28 marzo  - giorno dove si sono registrati più contagi in Sicilia durante il lockdown (175 su 1.164 tamponi fatti) - i ricoverati erano 414 su 1.095 positivi in quel momento. In percentuale erano dunque il 37%. E' facilmente intuibile quindi come sei mesi dopo da un punto di vista medico il virus sembra più facilmente controllabile. 

"Se il dato nazionale - dice il presidente della Fondazione Nino Cartabellotta - non lascia intravedere alcun sovraccarico dei servizi ospedalieri, iniziano ad emergere differenze regionali rilevanti". In particolare, al 6 ottobre ben 8 regioni registrano tassi di ospedalizzazione per 100.000 abitanti superiori alla media nazionale di 6,5: Lazio (13,9), Liguria (13), Campania (9,2), Sardegna (8,8), Sicilia (7,9), Piemonte (7,1), Abruzzo e Puglia (6,6).

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