Sabato, 20 Luglio 2024
Il dettagli del provvedimento

"Violate le procedure di evidenza pubblica": ecco perchè è stato bocciato lo statuto di Agrigento 2025

I revisori dei conti non hanno approvato lo strumento che avrebbe dato il via libera alla fondazione: "Dubbi sulla copertura finanziaria e sul ruolo dell'associazione MeNo"

Non un semplice parere negativo, ma una certificazione oggettiva e tecnica dell’insostenibilità dell’attuale progetto di statuto Fondazione per la gestione di Capitale della Cultura 2025.

I revisori dei conti del Comune di Agrigento, nel fornire il proprio “niet” alla proposta di deliberazione votata dalla Giunta per essere trasferita al Consiglio comunale, colpiscono al cuore i temi più critici della vicenda, ricalcando quanto fatto in altre sedi ad esempio dal Cda di Ecua. Tutto con un focus soprattutto sul ruolo attribuito all’associazione MeNo e ai tecnici Roberto Albergoni e Margherita Orlando, che – da statuto – sono individuati come destinatari di importanti incarichi nel progetto.

Firetto: "Hanno provato a fare i furbetti"

“Da una ricerca effettuata sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, non risulta che l’associazione culturale senza scopo di lucro MeNo sia iscritta al Runts (Registro Unico del Terzo Settore). Non si comprende, non essendo esplicitato nella proposta di deliberazione consiliare, in base a quale norma la suddetta associazione possa divenire socio fondatore della costituenda fondazione a totale partecipazione pubblica, quale ente privato senza alcuna procedura ad evidenza pubblica e senza apporto di capitali o conferimenti”.

Non solo, ma i revisori ribadiscono come il Comune di Agrigento, non avendo ancora approvato il rendiconto 2022, “oltre a non poter applicare l’avanzo dell’imposta di soggiorno non è nelle condizioni di poter quantificare l’importo applicabile nel bilancio di previsione 2023/2025”. Soldi che, comunque, in parte sono destinati a manutenzioni e iniziative sul territorio e non sono tutti utilizzabili per il progetto Capitale della Cultura.

E ancora, i revisori evidenziano come la “nonostante la fondazione sarà tenuta ad osservare le procedure di evidenza pubblica proprie delle pubbliche amministrazioni già in sede di costituzione viene individuato il direttore generale, nonché l’associazione MeNO esprimerà le figure del project manager e dell’executive”. Questo, come si ricorderà, è proprio uno dei temi più “caldi” e rispetto al quale maggiori sono state le critiche e le manifestazioni di contrarietà.
I revisori, quindi, incalzano anche sul fatto che sia previsto che la fondazione resti operativa fino al 2028 “senza che venga esplicitata alcuna motivazione riguardo a tale prolungamento, con il rischio di produrre un depauperamento del patrimonio dell’Ente”, e che non vi sia oggi alcun “Piano esecutivo di gestione nell’ambito delle effettive disponibilità̀ finanziarie e nel rispetto delle disposizioni normative e regolamentari vigenti, né viene specificata la motivazione di tale mancata predisposizione”.

Con questo parere negativo, tra l’altro così tranciante, adesso la giunta ha solo due possibilità: ritirare e riformulare la proposta oppure andare alla prova di forza in Consiglio comunale, verificando poi in quella sede chi, e quanti, si assumeranno l’onere di approvare il testo.

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