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Inchiesta

Blitz antidroga "Piramide": al telefono parlavano di auto e documenti, ma discutevano di ritardi nei pagamenti e di scarsa qualità della "roba"

Nonostante gli indagati utilizzassero linguaggi criptici, i carabinieri del nucleo Operativo e Radiomobile sono riusciti a ricostruire – grazie alle intercettazioni e ai pedinamenti – i movimenti della cocaina e “il significativo scambio di denaro”

Da Gela a Racalmuto, passando anche per Canicattì e non solo. Nonostante due degli indagati dell’operazione antidroga “Piramide” utilizzassero – ma non erano i soli a farlo – linguaggi criptici, parlando di “macchine” e “documenti”, i carabinieri del nucleo Operativo e Radiomobile della compagnia di Agrigento sono riusciti a ricostruire – grazie alle intercettazioni e ai pedinamenti – i movimenti della cocaina e “il significativo scambio di denaro” – ha scritto il giudice per le indagini preliminari Stefano Zammuto che ha firmato le misure a carico di 26 persone.

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I due indagati – un racalmutese e un gelese – parlavano al telefono, secondo quanto emerge dall’ordinanza, di compravendite di automobili (secondo l’accusa, macchina stava per droga ndr.) e di scambio di documenti (secondo l’accusa, si intendeva il denaro da consegnare. “Lunedì arriva la macchina … possiamo fare atto e passaggio … ora sto salendo da te così mi dai l’acconto per questo passaggio, altrimenti non so come fare”. Era il 26 giugno del 2019 quando le cimici dei carabinieri della compagnia di Agrigento – che è guidata dal maggiore Marco La Rovere – intercettavano questo dialogo. I militari dell’Arma effettuavano il riscontro, ma i due – stando a quanto è stato ricostruito nelle pagine dell’ordinanza – procrastinavano i loro appuntamenti sino al 4 luglio quando si incontravano presso il centro commerciale “Le Vigne” di Castrofilippo e dalla visione dei filmati delle telecamere esterne del supermercato, i militari osservavano – prosegue la ricostruzione – una conversazione piuttosto animata. Proprio il 4 luglio, a conferma – per investigatori e inquirenti – che i mancanti incontri di quel periodo erano legati alla ricezione della sostanza stupefacente, c’è un dialogo in cui il racalmutese riferiva a gran voce: “Niente, niente .. proprio niente! Stamattina aspettavo a quello (il gelese ndr) e nemmeno è venuto .. ora vado a parlare con l’altro (un canicattinese ndr.) e vediamo un po’”. Conversazioni, di fatto, apparentemente insignificanti, ma che per i carabinieri del Nor – che sono coordinati dal capitano Alberto Giordano – hanno avuto invece un grande valore per ricostruire e chiarire i giri di cocaina e soldi. Ma sono emersi, sempre grazie alle intercettazioni, anche rapporti contrassegnati da continue controversie legate sia al ritardo nei pagamenti da parte del racalmutese, sia per la scarsa qualità della droga fornita dal gelese. E’ il 25 luglio del 2019 quando viene infatti intercettata la seguente frase: “Domani mattina, ti salgo la macchina perché non va bene … te la prendi di nuovo .. vedi .. te la sistemi tu. Ci ho speso io duecento .. va .. due trecento … che ci devo spendere più”. E’ stata ritenuta indicativa anche l’intercettazione del 26 luglio del 2019 in cui il gelese comunicava testualmente: “Però tu mi devi fare un favore, mi devi scendere i documenti della macchina … quelli duemila euro .. ti ricordi quella che ti ho venduto duemila euro la macchina? E anche se hai di più mi fai un favore .. altrimenti quelli vanno bene”.

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L’operazione “Piramide” ha permesso di sgominare – facendo riaffermare al comandante provinciale dell’Arma: il colonnello Vittorio Stingo e al maggiore Marco La Rovere che “Lo Stato c’è e che i carabinieri ci saranno sempre per garantire la sicurezza” - un presunto giro di cocaina e hashish fra l’Agrigentino e il Nisseno: 7 gli indagati finiti ai domiciliari e 19 i destinatari di divieto di dimora. 

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