Cronaca

Smentisce ogni contatto con le famiglie mafiose, Sabella davanti al Gip si difende

L'ormai ex sindaco, rappresentato e difeso dagli avvocati Antonino e Vincenza Gaziano, ha cercato di dare una spiegazione a tutte le accuse che gli vengono contestate

Santino Sabella

Ha smentito qualsiasi contatto con le famiglie mafiose di San Biagio Platani ed ha spiegato che "il contenuto di alcune frasi va contestualizzato" e che "si tratta di normali dialoghi che si fanno in campagna elettorale". L'ormai ex sindaco di San Biagio Platani Santino Sabella si è difeso davanti al gip di Palermo, Filippo Serio, che ha firmato un’ordinanza cautelare in carcere nei suoi confronti per l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Sabella, rappresentato e difeso dagli avvocati Antonino e Vincenza Gaziano, è stato ascoltato in una delle sale interrogatori del carcere Pagliarelli. 

Sabella ha cercato di dare una spiegazione a tutte le accuse che gli vengono contestate. Il gip gli ha letto anche singole frasi intercettate di cui ha smentito il contesto in cui le inquadra la Dda. Il sindaco di San Biagio ha spiegato che, in una campagna elettorale che riguarda un Comune con 3 mila anime, è quasi impossibile non avere rapporti con gli elettori e, riguardo alle presunte pressioni legate agli appalti, ha fatto notare due aspetti. "Mi sono limitato - ha detto al giudice e al pm Alessia Camilleri - a chiedere di aiutare alcune persone che avevano bisogno di lavorare. Non c’era alcuna logica di scambio dietro queste richieste, né si è trattato di pressioni perché di fatto non ha lavorato nessuno di quelli che ho segnalato". I suoi legali hanno annunciato ricorso al tribunale del riesame.

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