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Mercoledì, 18 Maggio 2022

Sorridono, cantano e preparano pietanze della loro terra: un mese dopo "Favara for Ukraine" ecco come si sono integrati i profughi

Cinque dei 53 profughi ucraini portati in salvo dalla missione umanitaria, voluta dalla sedicenne Carla Bartoli, si trovano alla comunità alloggio "La villetta" di Bivona

Sorridono, cantano e preparano pietanze della loro terra. Un mese dopo, rispetto a quando a Lublino sono saliti sull'autobus "delle possibilità", cinque dei 53 profughi ucraini hanno trovato serenità. Il loro cuore, inevitabilmente, è sempre in patria. Ma adesso hanno voglia e desiderio di guardare lontano e forse anche - una volta imparato l'italiano - di rimanere a Bivona o comunque nell'Agrigentino. 

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I cinque profughi ucraini portati in salvo dalla missione umanitaria "Favara for Ukraina" si trovano alla comunità alloggio "La villetta" di Bivona. Realtà che, al momento, complessivamente, ospita 10 ucraini: gli altri 4 sono ospiti di un alloggio messo a disposizione del Comune e una ragazza è invece a casa di una famiglia. "Si stanno integrando bene, fanno corsi di italiano e iniziano a parlare la nostra lingua - è stato spiegato dalla comunità alloggio 'La villetta' - . Le cinque persone che ospitiamo sono arrivate qua grazie alla collaborazione fra la 'Primavera onlus' e la 'Farm cultural park' di Favara".

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"Tutti ci aiutano, è molto bello che ci siano persone così. Siamo grati per questa accoiglienza" - ha detto una delle ragazze ospitate nella comunità alloggio 'La villetta' - . "Vogliamo lavorare, dobbiamo imparare l'italiano perché lo vogliamo e vogliamo restare qui" - ha aggiunto un'altra delle giovani profughe ucraine - . La fuga dalla guerra, il centro d'accoglienza di Lublino e l'attesa dell'autobus "delle possibilità" - quello voluto dalla sedicenne Carla Bartoli che, nell'arco di pochi giorni, riuscì a raccogliere oltre 12 mila euro per mettere in campo la missione umanitaria "Favara for Ukraine" -, il lungo e silenzioso viaggio verso l'Agrigentino sembrano ormai soltanto un lontano ricordo. Ai 53 profughi giunti è stata data concretamente la possibilità di riacquistare serenità e stabilità e, se lo vorranno, anche futuro in questa terra.    

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