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La sentenza / Bivona

La Regione nega il finanziamento: il Cga riammette il Centro studi Pirandello in graduatoria

L'istituto era stato tagliato fuori per un errore nella compilazione della domanda nella piattaforma dell'assessorato

Il Consiglio di giustizia amministrativa accoglie l'appello del Centro studi Pirandello e sconfessa l'assessorato regionale dell’Istruzione e della formazione professionale.

L’ente, con un avviso nel 2016, aveva indetto una procedura volta alla realizzazione di percorsi formativi di qualificazione mirati al rafforzamento dell’occupabilità in Sicilia e finalizzata a finanziare le attività formative della Regione. Il Centro studi Pirandello chiedeva di partecipare ma la sua istanza veniva rigettata.                                                                                     

L'istituto, quindi, nonostante la domanda fosse stata in seguito dichiarata ammissibile, impugnava il bando: dal contenzioso, quattro anni più tardi, ne scaturì l'obbligo per la Regione di modificare alcuni parametri di valutazione incidenti sull’attribuzione dei punteggi ai progetti. L'approvazione della nuova graduatoria, in ogni caso, non prevedeva il finanziamento dei progetti del Centro studi di Bivona a causa di un'indicazione non corretta nella domanda di partecipazione. 

Alla luce del fatto che la correzione del punteggio avrebbe determinato l’ottenimento di un posto utile nella graduatoria finale per accedere al finanziamento, il Centro studi Pirandello invitava l'amministrazione regionale ad operare la correzione dei punteggi attribuiti ai progetti. La richiesta, però, veniva respinta dall’amministrazione, la quale sosteneva di non poter procedere alla correzione dei punteggi, in quanto impossibilitata a convocare nuovamente la commissione di selezione.

A quel punto, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Massimiliano Valenza, il Centro studi Pirandello proponeva ricorso. I legali evidenziavano la fondatezza delle proprie pretese, nonché la circostanza che l’amministrazione regionale non avrebbe potuto negare un atto dovuto come la mera correzione di un punteggio solo perché non consentito dalla piattaforma informatica.

Ebbene, condividendo le argomentazioni sostenute dai legali, il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana ha dapprima accolto l’istanza cautelare proposta dal Centro studi Pirandello e, in seguito, con sentenza, ha ritenuto fondato l’appello proposto in ordine all’obbligo sussistente in capo all’amministrazione regionale alla correzione della scheda presentata dal Centro ed all’assegnazione del relativo punteggio.

Pertanto, in esecuzione della sentenza l’assessorato regionale dell’Istruzione e della formazione professionale dovrà attribuire i punti aggiuntivi spettanti e collocare il Centro studi Pirandello nella graduatoria degli enti ammessi al finanziamento.  

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