Cronaca

Agrigento, ecco perché la Sagra 2014 è stata un fallimento

Gli incassi si aggirano a 16mila euro, contro i 60mila previsti. Fiumi di biglietti omaggio e piani pubblicitari senza alcun criterio. Ecco il quadro di quella che sembra essere la Sagra più fallimentare della storia

Quasi 200.000 euro la spesa totale, contro i circa 16.000 euro di incassi reali (rispetto ai 60.300 euro previsti); 600 in totale i biglietti omaggio per i vari spettacoli e circa 1800 i paganti (ergo, il 25 percento delle persone che hanno assistito agli spettacoli sono entrate gratis); 15.000 euro per l'organizzazione delle sfilate dei gruppi regionali e dei carretti siciliani. 

Ad aprire il coperchio del "pentolone Sagra" è il vicepresidente del Consiglio comunale di Agrigento, Giuseppe Di Rosa, secondo cui - carte alla mano - il Festival internazionale del folclore appena trascorso si appresta ad essere il più fallimentare della storia sotto il profilo economico. Si aggirerebbe, infatti, a 44.000 euro il "buco" tra spese previste e spese reali. Una lunga lista di denaro e delibere che escono allo scoperto a poche settimane dalla fine della 69esima Sagra del Mandorlo in fiore e del 59esimo Festival internazionale del folclore.

IL PARADOSSO: 17 PAGANTI E 243 BIGLIETTI OMAGGIO. Quella degli ingressi gratis è stata la nota "dolente" del bilancio della Sagra. Per lo spettacolo pomeridiano del Festival del folclore di giovedì 13 marzo al teatro "Pirandello", ad esempio, hanno pagato 17 persone (per un totale di 224 euro, contro i 6.750 euro previsti) e sono entrate gratis 243 persone. Ed ancora, in occasione del "Gran galà del Folclore", ovvero lo spettacolo finale della sera di domenica 16 marzo, erano presenti al teatro 247 spettatori, ma a pagare sono stati soltanto in 49 (1.038,80 euro l'incasso, contro i 10.350 euro previsti). Sono stati invece 47 su 140 gli spettatori entrati gratis allo spettacolo di venerdì 14 marzo, sempre al teatro "Pirandello". 

IL BUCO DI OLTRE 40.000 EURO. "CHI LO PAGA?" Il bilancio del sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, prevedeva l'entrata di 130.000 euro da parte del Parco archeologico, 8.000 euro dalla Provincia regionale di Agrigento e 60.300 euro dagli incassi delle biglietterie. Voci tutte "rispettate"? No: gli incassi - come visto - hanno superato di poco i 16.000 euro. Un "buco" di circa 44.000 euro, dunque, per il quale il vicepresidente del Consiglio comunale, Giuseppe Di Rosa, chiede adesso spiegazioni: "Chi sarà a pagare questo buco? Ancora una volta gli agrigentini?".

IL FIUME DI PUBBLICITA'. Ammonta in totale a 17.700 euro la spesa per la promozione della 69esima Sagra del Mandorlo in fiore. Il piano pubblicitario, partito soltanto qualche giorno prima dell'inizio del Festival internazionale del folclore, ha visto soldi per ditte di affissioni, televisioni, siti internet e giornali. Ma con quale criterio? Nessuno: stessi soldi per tutti. "Come fa il Comune – ha detto Di Rosa – a stabilire che un giornale online debba prendere gli stessi soldi di un altro sito internet? Sono state analizzate le visite di ogni sito? E lo share delle televisioni? No, non è stato fatto nulla di tutto ciò. Sono stati presi quasi 18.000 euro e sono stati spalmati per tutti, senza alcun criterio, senza nessuna logica e perlopiù a pochi giorni dall'inizio della Sagra".

Un quadro chiaro e dettagliato quello del consigliere Di Rosa, che va in netto contrasto con il bilancio finale di cui il sindaco Zambuto ha parlato nella conferenza stampa convocata all'indomani della giornata conclusiva della Sagra.

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