Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Bilancio operativo delle Fiamme gialle in provincia di Agrigento: "i numeri" del 2015

Indagini, sequestri, contrasto ai reati patrimoniali e all'evasione fiscale. Questo e molto altro nel dettagliato resoconto dell'attività condotta dalla Guardia di finanza nell'Agrigentino nell'anno conclusosi

Nel corso del 2015 le Fiamme Gialle agrigentine sono intervenute su tre grandi obiettivi strategici, ossia: la “tutela delle entrate”, la “Tutela della spesa pubblica e della legalità nella Pubblica Amministrazione”, ed il “contrasto ai patrimoni criminali ed illeciti”, eseguendo complessivamente circa 1.400 interventi, numero che comprende sia le attività di iniziativa, che quelle su delega della Magistratura, ordinaria e contabile.

L’attività del Corpo, così come normalmente avviene già da qualche anno, è essenzialmente improntata al carattere della “trasversalità” degli interventi, nel senso che si è sempre cercato di estendere l’attività ispettiva intrapresa nei confronti di uno stesso soggetto economico a tutti gli aspetti di violazione di norme economiche e finanziarie.

L’azione delle Fiamme Gialle agrigentine a tutela delle entrate, portata avanti anche in termini di prevenzione e compliance tra Amministrazione finanziaria e contribuenti, ha consentito di accertare evasioni fiscali per 55 milioni di euro sulla maggiore base imponibile e di circa 8 milioni di euro sulla maggiore Iva dovuta.

Per quel che riguarda la lotta all’evasione fiscale, spiccano, da un lato, l’individuazione di 51 evasori totali e paratotali, cioè contribuenti che hanno evaso più del 50per cento di quanto dichiarato, di cui 42 soggetti totalmente sconosciuti al Fisco (evasori totali) e, dall’altro, la segnalazione, alle Procure della Repubblica competenti, di più di 40 responsabili di reati fiscali.

In molti di questi casi, a tutela del credito erariale, è stata avviata la procedura di sequestro, anche “per equivalente”: in altre parole, è stato proposto all’Autorità Giudiziaria il sequestro preventivo di una parte di patrimonio equivalente all’imposta evasa a carico di 28 evasori più pericolosi, per un valore complessivo per oltre 10milioni di euro (di cui circa 9 provvedimenti già eseguiti, per circa 1,8 mln di beni sequestrati).

Inoltre, si è constatato che spesso i soggetti della cosiddetta “economia sommersa”, oltre ad evadere sistematicamente il fisco, ricorrevano ad una manodopera irregolare, o addirittura in nero: da gennaio a dicembre 2015, sono 63 i lavoratori in nero o irregolari che la Guardia di Finanza ha individuato, nell’intera provincia, con 31 datori di lavoro verbalizzati.

Come si evince da questo excursus, nell’anno appena trascorso l’azione della Guardia di Finanza si è ispirata non solo al recupero dell’evasione fiscale ed alla repressione di traffici illeciti, ma anche alla tutela degli operatori economici più deboli, che sono le prime vittime di una concorrenza sleale che si fonda sulla violazione sistematica delle regole economiche.

Riguardo al contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica ed indagini a contrasto alla corruzione e degli altri reati contro la Pubblica amministrazione ed in materia di danni erariali, i numeri conseguiti dalle Fiamme Gialle nella provincia di Agrigento si riferiscono ai contributi che lo Stato e l’Unione Europea erogano a sostegno delle imprese, laddove sono state scoperte frodi comunitarie per circa 500 mila euro di contributi illecitamente percepiti (su un totale di contributi ed agevolazioni controllati pari a 5 milioni di euro); frodi nazionali per oltre 2 milioni di euro di contributi illecitamente percepiti (su un totale di quasi 11 mln di euro controllati), delle quali la maggior parte sono consistite in truffe all’Inps, quali indebite percezioni di pensioni sociali, oppure false indennità agricole).

Sul piano della tutela erariale, le 12 indagini condotte su delega della Procura regionale della Corte dei conti hanno portato alla quantificazione di un danno complessivo che supera i 3 milioni di euro, riconducibile a 63 responsabili. Tutte queste attività sono state orientate tanto alla repressione dei più gravi episodi di frode e cattiva gestione delle uscite dai bilanci nazionali e comunitari, quanto al contrasto di più diffusi fenomeni illeciti che attengono all'accesso a forme di agevolazione previdenziali ed assistenziali indirizzate a sostegno delle “fasce più deboli” (è il caso, ad esempio, dei controlli svolti sulle Prestazioni sociali agevolate, ovvero le forme più “spicciole” di integrazione del reddito familiare, spesso a carico dei Comuni).

Nel campo del controllo della spesa sanitaria, si sono registrate diverse frodi connesse ai ticket sanitari, per le quali sono stati eseguiti 19 interventi e denunciati 2 soggetti. Sul piano delle attività a contrasto della corruzione, si ricorda l’operazione “Duty free” dello scorso mese di dicembre. 

Nel comparto della lotta nei confronti della criminalità organizzata di stampo mafioso, sono stati eseguiti appositi controlli in materia di legislazione antimafia, dai quali sono scaturiti e conclusi 26 accertamenti patrimoniali nei confronti di soggetti malavitosi indiziati di appartenere a cosa nostra e dei rispettivi nuclei familiari, per complessivi 148 soggetti; questa attività che si fonda sull’individuazione di palesi sproporzioni tra i beni posseduti ed i redditi percepiti, ha consentito di proporre all’Autorità giudiziaria l’aggressione dei patrimoni ritenuti di provenienza illecita.

In particolare nel corso del 2015 sono stati effettuati 15 sequestri di beni mobili, immobili, valute e titoli, per un valore complessivo pari a circa 300 mila euro, ai sensi della vigente normativa antimafia; 10 confische, di beni mobili, immobili e valute per un valore totale di 7,5 milioni di euro conseguenti ad accertamenti patrimoniali e relativi sequestri di beni nei confronti di famiglie mafiose residenti in provincia; avanzate all’Autorità giudiziaria 390 proposte di sequestro (di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie) per un valore complessivo di circa 6,3 milioni di euro.

Inoltre, in via preventiva, e su richiesta della Prefettura, sono stati svolti circa 1.000 controlli in materia di certificazione antimafia, necessaria a tutte le aziende che vogliano partecipare a gare pubbliche di appalto. Nel comparto del Mercato dei capitali sono stati effettuati complessivamente 38 interventi, accertando 43 violazioni e denunciate 78 persone, di cui una in stato di arresto: 14 interventi per il contrasto al riciclaggio, nel cui ambito sono state denunciate 18 persone ed un importo di riciclaggio accertato pari a 15,5 milioni di euro; 1 intervento per il contrasto all’usura, nel cui ambito è stata denunciata una persona; 33 interventi in materia di reati societari, fallimentari, reati bancari e finanziari e tutela degli strumenti di pagamento, nel cui ambito sono state verbalizzate 95 persone, delle quali 82 deferite all’Autorità giudiziaria; sono stati altresì eseguiti 1 ispezione e 2 controlli antiriciclaggio e 56 interventi su operazioni sospette meritevoli di approfondimento concernenti le limitazioni di pagamento.

Nel comparto della Sicurezza prodotti, della contraffazione e dell’abusivismo commerciale, sono stati complessivamente denunciate 19 persone, sequestrati oltre 3.200 prodotti falsi, sequestrati circa 10.000 prodotti altamente pericolosi per la salute. Nel concorso dei servizi volti al mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica, sono state impiegate circa 21.500 pattuglie, per i servizi connessi al controllo del territorio, alla tutela dell'ordine pubblico in occasione di eventi, immigrazione, manifestazioni; alle attività di pronto intervento con pattuglie 117; alle tutele a favore di personalità a rischio. Nel comparto della lotta alla criminalità comune, sono stati denunciati 542 soggetti (22 dei quali, tratti immediatamente in arresto), per violazioni al codice penale concernenti la truffa, l’usura, lo spaccio di sostanze stupefacenti ed altre leggi di Pubblica sicurezza.

Nella lotta al traffico di sostanze stupefacenti sono stati sequestrati complessivamente circa 500 grammi di droga e tratti in arresto 3 spacciatori. Anche la lotta all’immigrazione clandestina sulla terraferma ed in mare è stata tra le attività più impegnative del Corpo che, dal 2012, ha visto triplicare l’impegno dei militari sull’isola di Lampedusa e sull’intera provincia. Nel 2015 sono stati tratti in arresto 3 scafisti nel corso di un’attività di contrasto all’immigrazione clandestina via mare, condotta in collaborazione tra i militari della Brigata di Lampedusa ed i colleghi del comparto aeronavale.

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