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Sabato, 4 Dicembre 2021
Cronaca

Comuni siciliani in ginocchio e a rischio dissesto, anche i sindaci della provincia firmano appello

In tantissimi ancora oggi non sono stati in condizione di votare i bilanci e c'è il rischio di un default dell'intero sistema, chiesti interventi a Stato e Regione

“Ribadiamo quanto sostenuto, in questi mesi, dal presidente dell’Anci Sicilia, Leoluca Orlando circa l’urgenza di approvare, in tempi brevissimi e anche attraverso specifici provvedimenti d’urgenza, norme in sostegno dei Comuni siciliani. Ricordiamo che ad oggi solo 152 comuni su 391 hanno approvato il bilancio di previsione 2021-2023 e solamente 74 Comuni hanno approvato il consuntivo 2020, e che oltre questi numeri vanno ricordati i circa 100 comuni in dissesto, sotto Piano di riequilibrio finanziario e strutturalmente deficitari".

Inizia così il lungo appello firmato da diversi sindaci dei comuni siciliani anche della provincia di Agrigento che temono concretamente il rischio di non essere nelle condizioni di garantire continuità amministrativa.

Tra questi, Francesco Cacciatore, presidente di ALI Sicilia e sindaco di Santo  Stefano Quisquina; Stefano Castellino,  sindaco di Palma di Montechiaro; Leo Ciaccio, sindaco di  Sambuca di Sicilia; Pino Galanti, sindaco di Licata e Francesco Miccichè, sindaco di Agrigento.

"Si tratta di numeri eloquenti che rappresentano con evidenza quanto il tema delle criticità finanziarie degli enti locali sia in Sicilia un dato strutturale e di sistema. Alle questioni finanziarie si aggiungono le problematiche di carattere organizzativo; anche in questo caso i dati di un recente monitoraggio condotto dall’Associazione dei Comuni siciliani evidenziano una condizione di notevole difficoltà. Come abbiamo più volte chiesto al Governo nazionale - continuano - e recentemente ai deputati e ai senatori eletti in Sicilia occorre recepire le proposte di modifica normativa formulate dall’Anci Sicilia relativamente all’abbattimento del 50% degli accantonamenti del Fondo Crediti  di Dubbia Esigibilità (FCDE) e consentire, in deroga alle disposizioni vigenti, l’assunzione di figure professionali qualificate all’interno degli enti locali".

Per questo, tra le altre cose, i sindaci chiedono di "inserire nell’ambito degli  accordi fra Stato e Regione,  una norma che, in relazione all’acquisizione di riscossione Sicilia Spa da  parte dell’Agenzia delle Entrate, possa ristorare i Comuni siciliani per i mancati incassi dei crediti frutto delle inefficienze del gestore regionale”.

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