L'inchiesta sui bilanci "gonfiati", aperto l'incidente probatorio

Il giudice nomina un perito, il sindaco Calogero Firetto e altri indagati fanno lo stesso: rigettata la richiesta della difesa di chiudere il caso prima

Una perizia sugli atti relativi ai bilanci del Comune di Porto Empedocle a partire dal 2011 e fino al 2014 “per accertare la veridicità e la congruenza dei dati esposti negli strumenti contabili e nelle certificazioni del Patto di stabilità con particolare riferimento agli importi versati da Enel per le misure compensative”. L'incarico è stato conferito dal gip Stefano Zammuto ieri mattina, all'apertura dell'incidente probatorio, alla commercialista Rita Amato. 

Le operazioni inizieranno nei prossimi giorni. L’inchiesta a carico del sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, dell’ex responsabile dei Servizi finanziari del comune empedoclino Salvatore Alesci e di sei revisori dei conti che si sono alternati fra il 2011 e il 2014, sembra arrivata al bivio decisivo. Ieri mattina è stato aperto l'incidente probatorio, tecnicamente un anticipo del dibattimento che serve a cristallizzare la prova da utilizzare in un eventuale processo. I difensori di Firetto e di Alesci, gli avvocati Angelo Farruggia e Antonino Gaziano, avevano chiesto al giudice, dopo avere prodotto la sentenza della Corte dei conti che assolve i due indagati dell'inchiesta penale dalle accuse contabili, di non celebrare l'incidente probatorio "alla luce del pronunciamento che chiarisce del tutto i fatti".

Il giudice ha ritenuto che, allo stato, non vi siano elementi per "stoppare" l'incidente probatorio che era stato chiesto nei giorni scorsi dai pubblici ministeri Simona Faga e Chiara Bisso. Sono quattro le ipotesi di falso in atto pubblico che vengono contestate a Firetto e si riferiscono alle attestazioni fatte nei bilanci che, in sostanza, sarebbero stati “gonfiati” per fare in modo che venisse occultato un buco di circa 3 milioni di euro, evitando di incappare nelle sanzioni previste dalla legge per i Comuni che non rispettano il Patto di stabilità.

La certificazione è stata redatta anche da sei commercialisti che hanno composto, fra il 2011 e il 2014, i collegi dei revisori dei conti. Si tratta di Francesco Maria Coppa, Rosetta Prato, Carmelo Presti, Enrico Fiannaca, Ezio Veneziano ed Ennio Saeva. Le voci che, sostiene l’accusa, sarebbero state “gonfiate” riguardano, in particolare, le misure compensative dell’Enel per la realizzazione del rigassificatore, il cui progetto peraltro non è stato mai portato a conclusione. 

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