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Un gruppo di volontari durante una vendemmia su uno dei terreni confiscati alla mafia

Un gruppo di volontari durante una vendemmia su uno dei terreni confiscati alla mafia

Beni confiscati alla criminalità, c'è la commissione per assegnarli

Si tratta di 33 ettari e 70 aree riconducibili alle famiglie mafiose, soprattutto ai Falsone di Campobello di Licata, sequestrati tra il 2008 ed il 2010

La commissione per la valutazione delle istanze c'è. E' stata composta. Adesso si potrà giungere - secondo quanto riporta il Giornale di Sicilia - all'assegnazione dei 33 ettari e 70 aree costituenti il complesso di beni ricadenti in contrada Virgilio tra Canicattì e Naro. Beni sequestrati da tempo. Terreni che, tra il 2008 ed il 2010, sono passati allo Stato sino alla gestione dell’agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata.

Si tratta di tre diversi gruppi di terreni agricoli che, secondo il decreto di sequestro prima e di confisca dopo, sarebbero riconducibili a famiglie mafiose della zona. Su tutte quella dei Falsone di Campobello di Licata.

La commissione di valutazione delle istanze, con decreto del presidente del Consorzio Giuseppe Danile, è stata composta dal segretario comunale Domenico Tuttolomondo e dai componenti Lidia Saieva e Giovanni Aldo Colussi. Segretario verbalizzante della commissione è stata chiamata ad essere Margherita Lo Giudice, impiegata delCcomune di Canicattì, che per via dei continui rinnovi è la memoria storica del Consorzio. 


 

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