Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Canicattì

Beatificazione del giudice Livatino: la cerimonia il prossimo nove maggio

Ad annunciarlo sono stati l’arcivescovo di Agrigento, Francesco Montenegro e l’arcivescovo coadiutore, Alessandro Damiano

Si terrà il prossimo 9 maggio, anniversario della visita ad Agrigento di san Giovanni Paolo II, la cerimonia di beatificazione del giudice Rosario Livatino. Ad annunciarlo sono stati l’arcivescovo di Agrigento, Francesco Montenegro e l’arcivescovo coadiutore, Alessandro Damiano.

Traslazione della salma di Livatino, c'è il "no" del Consiglio comunale

Tutto si svolgerà presso la Cattedrale di San Gerlando, ad Agrigento. In preparazione all’evento saranno predisposte delle iniziative di carattere civile ed ecclesiale sulla figura del prossimo Beato.

Il giudice Rosario Livatino sarà beato: arriva la decisione dal Vaticano

L'annuncio del completamento delle procedure finalizzate alla beatificazione da parte del Vaticano era arrivato lo scorso 22 dicembre. La Santa Sede ne ha riconosciuto il martirio "in odium fidei" (in odio alla fede). La prova del martirio del giovane giudice siciliano, secondo fonti vicine alla causa, è arrivata anche grazie alle dichiarazioni rese da uno dei quattro mandanti dell'omicidio, che ha testimoniato durante la seconda fase del processo di beatificazione (aperta il 21 settembre 2011 e portata avanti come postulatore dall'arcivescovo di Catanzaro, monsignor Vincenzo Bertolone, Agrigentino), e grazie alle quali è emerso che chi ordinò quel delitto conosceva quanto Livatino fosse retto, giusto e attaccato alla fede e che per questo motivo, non poteva essere un interlocutore della criminalità.

Dopo la sua morte, nel 1993, Giovanni Paolo II, incontrando ad Agrigento i genitori del magistrato, aveva definito Livatino "un martire della giustizia e indirettamente della fede". Anche Papa Francesco, che ha molto sostenuto la causa di beatificazione, ha lodato la figura del giudice: incontrando nel novembre del 2019 i membri del "Centro Studi Rosario Livatino", lo ha definito "un esempio non soltanto per i magistrati, ma per tutti coloro che operano nel campo del diritto: per la coerenza tra sua fede e il suo impegno di lavoro, e per l'attualità delle sue riflessioni".

Ancora in corso il dibattito tra l'Arcidiocesi e la comunità canicattinese che chiede, a gran voce, che la salma del beato Livatino resti nella sua città natale.

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