A Campobello batteri coliformi nell'acqua, erogazione sospesa: ma sono passati già 4 giorni

L'appello dell'Amministrazione arriva appena dopo la trasmissione dei risultati delle analisi dell'Asp: ma l'acqua è stata erogata lo scorso 26 ottobre. Adesso, in attesa di capire cosa succederà, sorgono seri interrogativi sull'opportunità che i campionamenti vengano fatti "per tempo"

«L'Asp di Agrigento ha comunicato che, nei campionamenti di acqua effettuati all'ingresso e all'interno della rete idrica di Campobello lo scorso 26 ottobre è stata rilevata la presenza di batteri coliformi. Girgenti Acque deve sospendere immediatamente l'erogazione e intervenire tempestivamente per il ripristino dei parametri previsti dalla norma. Si invita pertanto la cittadinanza, a non utilizzare assolutamente l'acqua per scopi alimentari, fino a quando la situazione non sarà stata risolta. Particolare attenzione si raccomanda a coloro che hanno ricevuto acqua giorno 26 e nei giorni successivi».

E' quanto si legge in una nota diramata dall'Amministrazione comunale di Campobello di Licata.

Nel documento trasmesso dall'Asp è evidente come le prove effettuate all'entrata del serbatoio "Gargitella-Fondachello" evidenzino una eccessiva quantità del batterio soprattutto in uscita.

Dai 9ufc (Unità Formanti Colonia, indica la quantità di batteri presenti in 100 millilitri di acqua) all'ingresso, nell'acqua risulta un incremento fino ai 35 ufc in uscita dalla vasca.

La presenza di coliformi totali in un’acqua, secondo quanto riportato da ricerche scientifiche, può avere diversa origine: «contatto dell’acqua con l’ambiente esterno (es. contaminazione da terreni), contaminazione in atto da materiale fecale (umano o animale) proveniente da fognature, scarichi superficiali, pozzi perdenti, presenza di carbonio organico assimilabile che permette lo sviluppo dei coliformi nella rete di distribuzione, o anche inefficienza degli impianti di disinfezione».

Quale ne sia la causa, e a scanso di allarmismi e paure più o meno giustificati, è bene dire che per esempio per la balneazione il limite "accettabile" per legge è di gran lunga superiore: questo dovrebbe rassicurare sull'uso dell'acqua per fini "igienici".

Inoltre, le concentrazioni batteriche eventualmente presenti, sempre secondo gli studiosi, sarebbero «di gran lunga inferiori a quelle presenti normalmente sulle nostre mani». Quali siano invece gli effetti possibili per chi la usasse per fini alimentari non è cosa facile da definire senza il parere di un vero esperto.

L'Amministrazione campobellese assicura di essersi «già attivata a tutti i livelli possibili, sia per risolvere il problema, sia per accertare le responsabilità».

Di certo l'Amministrazione cercherà risposta anche in merito a eventuali "conseguenze" per gli utilizzatori di quest'acqua che, ormai, è stata appunto inconsapevolmente usata dal 26 ottobre in poi: e per questo è lecito chiedersi, al di là di quanto imposto dalla normativa, se non sia più opportuno che i campionamenti vadano fatti "per tempo" e se non si possano ottenere risultati più celermente, quindi prima dell'erogazione, perchè, se si trattasse di qualcosa di più grave, avvisare i consumatori a distanza di giorni potrebbe determinare seri danni per la salute pubblica.


 


 

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