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Sabato, 21 Maggio 2022

Sette bare anonime in deposito dal 2019: sono i corpi dei migranti morti in mare a Lampedusa

In attesa di una degna sepoltura le bare sono esplose e sul pavimento della camera mortuaria sono visibili i segni del percolato

Fra le salme che, nella camera mortuaria del cimitero Piano Gatta di Agrigento attendono un loculo, ci sono anche quelle di sette migranti morti nel tragico naufragio di Lampedusa del 23 novembre 2019.

I corpi, come si evince anche dal foglietto posto sul coperchio della bara, furono recuperati in mare il 3 dicembre del 2019, successivamente vennero trasferite in Sicilia e accolti nel camposanto della città dei Templi dove sono depositate da ben 25 mesi.

Alcune delle bare, sono letteralmente esplose, e sul pavimento visibili sono le macchie di percolato dei liquidi fuoriusciti. L'emergenza loculi che negli anni ha interessato il cimitero di Piano Gatta, ha investito dunque queste salme anonime  per il quale si era avviato l'iter di riconoscimento con l'esame del dna.

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Ancora da chiarire è il futuro della gestione del luogo di sepoltura, fino ad alcuni mesi fa affidato in project financing ad un privato con il quale il Comune ha però chiuso i ponti dopo una lunga battaglia legale. Sulla costruzione di nuovi loculi e in generale sulla gestione della struttura è da allora calato sostanzialmente il silenzio.

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